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Home » Spettacolo » Candidato all’Oscar, ma gli USA gli vietano l’ingresso: “Non può calcare il red carpet perché è palestinese”

Candidato all’Oscar, ma gli USA gli vietano l’ingresso: “Non può calcare il red carpet perché è palestinese”

L'attore Motaz Malhees non potrà partecipare agli Oscar 2026 per il film "The Voice of Hind Rajab": il divieto di ingresso negli USA blocca il protagonista.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino14 Marzo 2026
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Una scena di La voce di Hind Rajab
Una scena di La voce di Hind Rajab (fonte: I Wonder)

Il protagonista del film candidato agli Oscar 2026, The Voice of Hind Rajab, non potrà partecipare alla cerimonia di premiazione prevista per domenica 15 marzo a Los Angeles. Motaz Malhees, l’attore che interpreta l’operatore del soccorso Omar Alqam, ha annunciato ufficialmente di non aver ottenuto il visto per l’ingresso negli Stati Uniti a causa della sua cittadinanza palestinese. La pellicola, diretta da Kaouther Ben Hania e già vincitrice del Leone d’Argento a Venezia, racconta la drammatica storia vera di una bambina di sei anni intrappolata sotto il fuoco incrociato a Gaza.

Hind Rajab
Hind Rajab (fonte: Il Post)

L’esclusione di Malhees dalla notte più importante del cinema mondiale non è un caso isolato, ma la conseguenza diretta delle recenti politiche migratorie degli Stati Uniti. All’inizio del 2026, è entrata in vigore una nuova proclamazione presidenziale che ha inasprito le restrizioni all’ingresso per i cittadini provenienti da nazioni ritenute carenti nei processi di screening e condivisione delle informazioni di sicurezza.

Il provvedimento include limitazioni severe per i cittadini di numerosi Paesi, tra cui Afghanistan, Iran e Siria, ma estende il divieto totale anche a chiunque detenga documenti di viaggio rilasciati dall’Autorità Palestinese. Nonostante lo status internazionale dell’attore e il prestigio della nomination, le autorità consolari non hanno concesso deroghe, impedendo di fatto al volto principale del film di calcare il red carpet del Dolby Theatre insieme alla regista e al resto della produzione.

Il film in lizza per il premio come Miglior Film Internazionale non è solo un’opera di finzione, ma un “docudrama” che ricostruisce un evento reale avvenuto il 29 gennaio 2024. La trama ruota attorno a Hind Rajab, una bambina rimasta sola in un’auto circondata dal fuoco militare dopo la morte dei suoi familiari. L’opera utilizza le registrazioni audio originali delle strazianti chiamate di soccorso effettuate dalla piccola alla Mezzaluna Rossa Palestinese, durate oltre un’ora prima che la comunicazione si interrompesse definitivamente.

Motaz Malhees interpreta l’uomo che, dall’altro capo del telefono, cercò disperatamente di rassicurare la bambina mentre i soccorritori attendevano il coordinamento necessario per raggiungerla. Il film ha scosso profondamente le giurie internazionali per la sua capacità di mescolare cronaca e narrazione cinematografica, portando alla luce la tragica fine non solo di Hind, ma anche dei due paramedici inviati a salvarla.

Attraverso un lungo messaggio affidato ai social media, Malhees ha espresso il proprio rammarico ma anche un forte senso di dignità. “Si può bloccare un passaporto, ma non si può bloccare una voce”, ha dichiarato l’attore, sottolineando che, sebbene il suo corpo non sarà a Los Angeles, lo spirito del popolo palestinese e della piccola Hind sarà presente attraverso lo schermo.

La notizia ha generato un’ondata di solidarietà all’interno dell’industria cinematografica. Numerose star internazionali, tra cui il premio Oscar Riz Ahmed e gli attori Arian Moayed e Khalid Abdalla, hanno espresso pubblicamente il proprio sostegno a Malhees, definendo la sua assenza “ingiusta” e definendo la sua interpretazione un documento storico che vivrà oltre i confini politici. L’assenza di Malhees trasforma così la cerimonia degli Oscar in un momento di riflessione che va oltre il glamour, ponendo l’accento sul potere del cinema di superare le barriere geografiche anche quando la diplomazia fallisce.

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