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Home » Attualità » Giallo Larijani, il “leader fantasma”: Israele lo dichiara morto, l’Iran pubblica un post. Chi sta scrivendo davvero?

Giallo Larijani, il “leader fantasma”: Israele lo dichiara morto, l’Iran pubblica un post. Chi sta scrivendo davvero?

Chi è Ali Larijani? Dalla laurea in filosofia alla guida del programma nucleare: la vita dello stratega che secondo Israele è stato ucciso.
RedazioneDi Redazione17 Marzo 2026
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Ali Larijani
Ali Larijani (YouTube)

Ali Ardashir Larijani era una delle figure più influenti della politica iraniana contemporanea, un personaggio che ha attraversato decenni di potere a Teheran ricoprendo ruoli chiave nell’apparato della Repubblica Islamica. Nato a Najaf il 3 giugno 1957, Larijani rappresentava una sintesi unica nel panorama politico iraniano: generale delle Guardie Rivoluzionarie, filosofo di formazione e stratega diplomatico che ha guidato sia il parlamento che il Supremo consiglio per la sicurezza nazionale.

Ali Larijani
Ali Larijani (fonte: YouTube)

La sua carriera istituzionale è iniziata giovanissimo, nel 1981, quando assunse per pochi mesi la direzione della Radio televisione della Repubblica Islamica dell’Iran, una posizione strategica nel sistema di controllo informativo del regime. Dopo aver prestato servizio militare durante la guerra Iran-Iraq tra il 1982 e il 1992, raggiungendo il grado di generale di brigata nel Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, Larijani ha intrapreso una carriera politica di primo piano.

Nel 1992 è stato nominato ministro della cultura e dell’orientamento islamico dal presidente Ali Akbar Hashemi Rafsanjani, succedendo a Mohammad Khatami e mantenendo l’incarico fino al 1994. Proprio in quell’anno è tornato alla guida della televisione di stato, posizione che ha ricoperto per un decennio, fino al 2004, consolidando il controllo sul principale strumento di comunicazione del paese.

Il suo profilo si è ulteriormente rafforzato nel 2005, quando il presidente Mahmoud Ahmadinejad lo ha scelto come segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale, sostituendo Hassan Rouhani. In questa veste, Larijani è stato al centro delle delicate questioni relative al programma nucleare iraniano e alla sicurezza nazionale, gestendo i negoziati con la comunità internazionale fino alle sue dimissioni nel 2007.

Dal 2008 al 2020, Larijani ha presieduto l’Assemblea consultiva islamica, il parlamento iraniano, venendo eletto per tre mandati consecutivi. Durante questo periodo ha rappresentato la circoscrizione elettorale di Qom, una delle città sacre dello sciismo. Il suo ruolo parlamentare lo ha reso uno degli uomini più potenti del paese, capace di mediare tra le diverse fazioni del panorama politico iraniano, passando dalla Coalizione Principalista Persuasiva alla Lista della Speranza nel 2016.

La sua influenza è testimoniata anche dalla formazione accademica: Larijani ha studiato presso la prestigiosa Università di tecnologia Aryamehr, oggi nota come Università Sharif, e all’Università di Teheran, specializzandosi in filosofia. Questa preparazione intellettuale lo ha distinto nel panorama dei leader iraniani, conferendogli una reputazione di pensatore oltre che di uomo d’azione.

Un momento cruciale della sua carriera recente si è verificato nel giugno 2021, quando la sua candidatura alle elezioni presidenziali è stata respinta dal Consiglio dei Guardiani, nonostante fosse considerato uno dei favoriti insieme a Ebrahim Raisi. Questa esclusione ha sollevato interrogativi sui complessi equilibri di potere all’interno della Repubblica Islamica e sulle linee di frattura tra le diverse correnti del sistema.

Nell’agosto 2025, Larijani è tornato in una posizione strategica con la nomina a segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale da parte del presidente Masoud Pezeshkian, sostituendo Ali Akbar Ahmadian. Questo ritorno al vertice dell’apparato di sicurezza ha segnato una nuova fase della sua lunga carriera istituzionale.

La notte del 17 marzo 2026, secondo fonti israeliane, Larijani sarebbe stato colpito durante un raid dell’Aeronautica militare israeliana. Le circostanze dell’attacco e le sue condizioni rimangono avvolte nell’incertezza. Poco fa è stato diffuso dai media un suo messaggio scritto (il che ovviamente non conferma che sia vivo).  Nella comunicazione, Larijani rende omaggio ai militari della Marina morti, definendoli simbolo del sacrificio nazionale nel contesto del conflitto. Per tutta risposta, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato la sua morte: “Sono appena stato informato dal capo di stato maggiore che il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale Larijani e il capo dei Basij (Soleimani, ndr) sono stati eliminati questa notte e si sono uniti al capo del programma di annientamento Khamenei e a tutti i criminali dell’asse del male nelle profondità dell’inferno“. L’episodio rappresenta un’escalation significativa nelle tensioni tra Iran e Israele, coinvolgendo direttamente una figura di primissimo piano dell’establishment iraniano.

 

 

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