La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni approda su Pulp Podcast, il seguitissimo format web condotto da Fedez e Mr. Marra, in una puntata speciale disponibile da giovedì 19 marzo. L’intervista, registrata eccezionalmente a Roma, è stata programmata strategicamente a soli tre giorni dal referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Nonostante l’invito formale rivolto anche ai leader dell’opposizione, Elly Schlein e Giuseppe Conte hanno declinato o ignorato la proposta, scatenando la dura reazione dei conduttori, in particolare di Davide Marra che in una storia sul suo profilo Instagram ha condiviso lo screenshot delle mail inviate ai due leader dell’opposizione scrivendo: “Ora non piangete“.
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L’incontro tra la premier e il rapper milanese non sarebbe stata una semplice chiacchierata, ma una mossa studiata per infrangere gli schemi della comunicazione istituzionale classica. Secondo diverse analisi, la registrazione della puntata, avvenuta domenica 16 marzo, mira a produrre un effetto virale immediato. L’obiettivo dichiarato è quello di intercettare il pubblico più giovane, che spesso si informa esclusivamente tramite piattaforme digitali, proprio alla vigilia di una consultazione popolare cruciale come quella sulla giustizia.
Nel corso del dialogo, Meloni ha affrontato il tema del referendum, esortando gli elettori a scindere il giudizio sull’operato del governo dal merito della riforma. Secondo la premier, il voto non riguarda la sua persona, ma l’efficienza del sistema giudiziario italiano. La Presidente ha inoltre denunciato un tentativo da parte degli oppositori di trasformare il referendum in un test politico contro la sua leadership, a causa di una presunta incapacità di contestare i punti tecnici della legge.
Oltre ai confini nazionali, la conversazione si è spostata sullo scacchiere internazionale. Meloni ha chiarito la posizione dell’Italia nel Golfo, ribadendo la ferma volontà di non partecipare ad attacchi contro l’Iran, preferendo una strategia basata sulla “de-escalation”. Ha poi riflettuto sulla crisi del diritto internazionale e sulla fragilità delle istituzioni globali. Un passaggio significativo è stato dedicato al rapporto con gli Stati Uniti: la premier ha evidenziato come la sicurezza abbia un costo, ricordando che l’Europa non può più permettersi di dipendere ciecamente da nazioni esterne per difesa, energia e materie prime.
La polemica più accesa riguarda però l’assenza del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle. Per mettere a tacere le accuse di parzialità o di essere “asserviti al potere”, Fedez e Mr. Marra hanno reso pubblici gli screenshot delle email inviate a Elly Schlein e Giuseppe Conte. Se la segretaria del PD ha risposto negativamente il 17 marzo, il leader pentastellato non avrebbe fornito alcun riscontro.

Mr. Marra ha commentato con asprezza questa scelta, sottolineando come lo spazio per il confronto sia stato offerto a tutti gli schieramenti politici. Fedez ha rincarato la dose, ricordando che il podcast ha già ospitato in passato figure con visioni opposte a quelle del governo, come i magistrati Nicola Gratteri e Gherardo Colombo, o l’ex pm Antonio Di Pietro (che è un sostenitore del Sì).



