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Home » Salute » Scienza » Addio al 21 marzo: perché la primavera non cadrà più in questa data fino al 2102

Addio al 21 marzo: perché la primavera non cadrà più in questa data fino al 2102

L'equinozio di primavera 2025 cade il 20 marzo alle 15:46. Ecco perché non cadrà più il 21 marzo fino al 2102 e come funziona il fenomeno.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti19 Marzo 2026
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splendidi fiori gialli
splendidi fiori gialli (fonte: Unsplash)

La primavera inizia ufficialmente domani, venerdì 20 marzo 2026 alle 15:46 ora italiana, con l’arrivo dell’equinozio di primavera. Contrariamente a quanto molti credono, infatti, la bella stagione non comincia il 21 marzo: dal 2008 l’equinozio primaverile cade il 20 marzo e non tornerà a cadere il 21 marzo fino al 2102. Ma cosa determina esattamente questo momento astronomico e perché la data varia di anno in anno?

L’equinozio di primavera rappresenta l’istante preciso in cui il Sole attraversa l’equatore celeste, ovvero la proiezione dell’equatore terrestre sulla sfera celeste. Questo passaggio segna il momento in cui la nostra stella scavalla dall’emisfero australe a quello boreale, dando così inizio alla primavera nell’emisfero nord del pianeta.

La ragione di questo fenomeno risiede nell’inclinazione dell’asse terrestre. Il nostro pianeta non ruota su un asse perpendicolare al piano della sua orbita, ma su un asse inclinato di 23 gradi e 27 primi. Questa inclinazione fa sì che anche il piano dell’equatore celeste risulti inclinato rispetto al piano orbitale terrestre, creando i presupposti per gli equinozi.

Nel momento esatto dell’equinozio, la direzione dell’asse terrestre non ha alcuna componente verso il Sole né in direzione opposta: punta perpendicolarmente alla nostra stella. È proprio questa particolare disposizione geometrica a far sì che il dì duri circa 12 ore ovunque sul pianeta.

Una delle conseguenze più affascinanti di questa configurazione è che all’equatore, durante il mezzogiorno dell’equinozio, i raggi solari sono perfettamente perpendicolari al suolo. In questi punti del pianeta, gli oggetti non proiettano ombre a mezzogiorno. Inoltre, l’equinozio è l’unico giorno dell’anno in cui <strong>il Sole sorge esattamente a est e tramonta esattamente a ovest</strong>, un fenomeno che non si verifica negli altri giorni.

Alberi in fiore
Alberi in fiore – Fonte: Unsplash

Un altro aspetto caratteristico riguarda il terminatore, la linea immaginaria che separa la parte illuminata del nostro pianeta da quella in ombra. Durante l’equinozio, questa linea passa esattamente attraverso il Polo Nord e il Polo Sud. Nell’equinozio di primavera, il Sole torna quindi a fare capolino al Polo Nord e scompare dalla vista al Polo Sud.

Sebbene sia diffusa l’idea che durante l’equinozio il giorno sia diviso esattamente in 12 ore di luce e 12 ore di buio, questa affermazione è corretta solo con buona approssimazione. In realtà, il giorno in cui dì e notte hanno esattamente la stessa durata si chiama equiluce e cade qualche giorno prima o dopo l’equinozio, a seconda della posizione geografica.

In Italia, per esempio, l’equiluce di primavera è caduto il 17 marzo 2025, quindi 3 giorni prima dell’equinozio vero e proprio. Alle nostre latitudini lo scarto è di circa 10 minuti. Questo fenomeno ha due cause principali: la prima è che il dì comincia quando il disco solare inizia a spuntare dall’orizzonte e termina quando finisce di immergersi, e il Sole impiega alcuni minuti per attraversare completamente l’orizzonte. La seconda ragione, più tecnica, è che la luce solare viene rifratta dall’atmosfera terrestre, facendo apparire il Sole un po’ più alto nel cielo rispetto alla sua posizione reale.

Ma perché l’equinozio di primavera non cade sempre lo stesso giorno? La spiegazione sta nel funzionamento del nostro calendario. Un anno civile dura esattamente 365 giorni per motivi pratici, ma un anno solare dura leggermente di più: 365 giorni, 5 ore e 48 minuti circa, ovvero 365,25 giorni.

Questo scarto di circa un quarto di giorno all’anno è il motivo per cui ogni quattro anni aggiungiamo un giorno al calendario con gli anni bisestili, introducendo il 29 febbraio. Senza questa correzione, le stagioni slitterebbero progressivamente rispetto al calendario civile.

L’equinozio di primavera può cadere, dunque, tra il 19 e il 21 marzo, mentre quello d’autunno può verificarsi tra il 21 e il 24 settembre. Quest’anno l’equinozio autunnale arriverà il 23 settembre alle 2:04 ora italiana.

Pochi giorni dopo l’equinozio di primavera, poi, ci sarà un altro appuntamento stagionale importante: il ritorno dell’ora legale, previsto in Italia il 29 marzo 2026 alle 2:00 di notte, quando le lancette dell’orologio andranno spostate un’ora avanti.

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