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Home » Lifestyle » Moda » Il cappello dei Peaky Blinders ha una storia di 500 anni che (forse) non conosci: puoi comprarlo anche tu

Il cappello dei Peaky Blinders ha una storia di 500 anni che (forse) non conosci: puoi comprarlo anche tu

Storia della coppola dei Peaky Blinders: dalle origini nel XIV secolo all'icona di stile maschile. Scopri come indossarlo oggi.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti19 Marzo 2026
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Peaky Blinders
Una scena di Peaky Blinders (Netflix)

Da quando la serie televisiva Peaky Blinders ha conquistato il pubblico globale, la sua influenza si è estesa ben oltre la trama avvincente. Lo stile dei ruggenti anni Venti, magistralmente rappresentato dai protagonisti, infatti, ha riportato in auge diversi capi d’abbigliamento dell’epoca, dalle bretelle ai cappelli maschili. Tra questi, spicca la coppola, il berretto dotato di una piccola visiera che è diventato l’accessorio simbolo della serie britannica.

Quello che molti non sanno è che questo cappello ha una storia che affonda le radici nel XIV secolo. La coppola divenne particolarmente popolare in Inghilterra nel 1571, quando la regina Elisabetta I promulgò una legge che obbligava tutti gli uomini di più di sei anni a indossare cappelli di lana prodotti in Inghilterra. L’obiettivo era rafforzare il commercio interno della lana, stimolando l’economia tessile britannica. Questa imposizione era valida per tutti, fatta eccezione per gli uomini dell’upper class borghese e per i nobili.

La legge venne abrogata circa 26 anni dopo la sua entrata in vigore, ma l’usanza di indossare questo copricapo resistente e pratico rimase profondamente radicata nella cultura britannica e irlandese. La tradizione attraversò i secoli e gli oceani, arrivando in America con le grandi migrazioni dal vecchio continente, dove venne totalmente assimilata dalla working class americana del XX secolo.

Da cappello indossato dalle masse, la coppola si è trasformata nel tempo in un accessorio simbolo dell’eleganza maschile, non solo nei paesi anglosassoni. Anche l’Europa mediterranea ne vanta una lunga tradizione: dalla Sicilia alla Sardegna, dove viene chiamata rispettivamente coppula e berritta, questo cappello ha rappresentato per generazioni un elemento distintivo dell’abbigliamento maschile.

Il cappello dei Peaky Blinders
Il cappello dei Peaky Blinders – Fonte: Unsplash

Il Newsboy cap, nome con cui questo modello è conosciuto in Nord America, prende la sua denominazione da chi lo utilizzava più frequentemente: i ragazzini che vendevano i giornali per strada, detti anche strilloni. Questi giovani, spesso poveri o impegnati a guadagnarsi qualche soldo dopo la scuola, erano il volto più visibile di questo cappello nelle metropoli in pieno sviluppo industriale di fine Ottocento, da Londra a New York.

Dal punto di vista tecnico, il Newsboy cap si distingue dalla coppola tradizionale per alcune caratteristiche specifiche. La sua corona è generalmente composta da sei o otto spicchi fermati e uniti al centro da un bottone ricoperto dello stesso tessuto del cappello. È morbido e viene portato spesso afflosciato da una parte, mentre la tesa rigida è fatta di salpa. Questa struttura a spicchi e la maggiore morbidezza e ampiezza della corona sulla testa lo rendono facilmente riconoscibile rispetto alla coppola classica.

I Newsboy utilizzati dai lavoratori erano realizzati con tessuti resistenti, come tele di cotone abbastanza grossolane o lana per riparare dal freddo invernale. Questo cappello era infatti diffusissimo tra operai, lavoratori portuali e ferroviari e in generale uomini di bassa estrazione sociale a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Ne è testimonianza la celebre fotografia “11 uomini a pranzo“, che immortala operai durante la costruzione di un grattacielo a New York nel 1932: degli undici lavoratori ritratti con i piedi penzoloni a centinaia di metri di altezza, ben otto indossavano proprio il newsboy cap.

Meno formale dei cappelli più vistosi come il fedora ma più raffinata rispetto al basco, la coppola presenta un design versatile e particolarmente funzionale. La visiera è corta abbastanza per dare ombra agli occhi senza impedire la vista verso l’alto, ed è sempre realizzata in un tessuto morbido e pieghevole, da riporre facilmente anche in una piccola borsa.

Sebbene esistano versioni in lino adatte anche per la primavera inoltrata e l’estate, questo cappello è da indossare idealmente in autunno e inverno, essendo realizzato soprattutto in tessuti come la lana e il velluto. Per sfoggiarlo non servono particolari indicazioni: la coppola è perfetta sia con un look casual, conferendo un pizzico di carattere in più, che per una mise più formale.

Oggi sul mercato sono disponibili numerosi modelli che spaziano dalle classiche versioni in lana bicolor a quelle più moderne in pelliccia e nylon. Marchi come Boggi Milano, Dolce e Gabbana, Borsalino, Henry Cotton’s, Barbour, Etro, Brunello Cucinelli, Dsquared2 e Gamble e Gunn propongono nelle loro collezioni autunno-inverno diverse interpretazioni di questo accessorio senza tempo. Esistono anche riproduzioni ispirate direttamente alla serie Peaky Blinders, realizzate con materiali che richiamano l’estetica dei primi del Novecento, come il denim rigenerato o il tweed tradizionale.

Per chi cerca l’autenticità dello stile Shelby, comunque, sono disponibili capsule collection dedicate che includono non solo i cappelli ma anche completi a tre pezzi, cappotti lunghi in stile british, camicie classiche e accessori come guanti in pelle e orologi da taschino dorati, tutto acquistabile sul sito ufficiale Birmingham Wear. Alcuni rivenditori propongono anche versioni realizzate in cotone denim rigenerato da vecchi jeans, unendo il fascino vintage a una scelta sostenibile.

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