
Ma è la vita privata di Marston a stupire ancora oggi. Nel 1915 sposa Elizabeth Holloway, una donna di intelligenza straordinaria: ricercatrice in psicologia, futura direttrice editoriale dell’Enciclopedia Britannica, e vera partner intellettuale del marito. Poi, nel 1925, durante un corso alla Tufts University, Marston conosce Olive Byrne, studentessa e nipote di Margaret Sanger, la femminista americana che battagliò per il diritto alla contraccezione.
I tre diventano una famiglia. Non in segreto, non con vergogna: Marston convince Elizabeth ad accogliere Olive nella loro vita quotidiana, e da entrambe ha dei figli. Vivono insieme per anni, con una naturalezza che agli occhi della società americana degli anni Trenta e Quaranta doveva sembrare fantascienza. Ciò che colpisce, raccontano i biografi, è che non si trattava di una dinamica di sfruttamento: Elizabeth e Olive avevano voce in capitolo, carriere proprie, e dopo la morte di Marston continueranno a vivere insieme, come una famiglia, fino al 1985.

Nel 1941, la casa editrice che sarebbe poi diventata la DC Comics chiede a Marston di analizzare la propria produzione di fumetti. La risposta è spiazzante: mancano eroine. Nessuna protagonista femminile in grado di stare alla pari con Superman o Batman. Marston lo dice chiaramente, ispirato anche da un’osservazione della moglie Elizabeth, e insieme al disegnatore Harry G. Peters mette su carta una principessa amazzone con il lazo, la tiara e una forza sovrumana.
Wonder Woman nasce nel dicembre 1941. Il suo vero nome è Diana, viene dall’isola di Themyscira, un mondo di sole donne, e combatte non con la violenza bruta ma con intelligenza, empatia e giustizia. Il lazo della verità, dettaglio non casuale per l’inventore della macchina della verità, costringe chi lo indossa a dire solo la verità.
Non è un personaggio secondario pensato per le lettrici: Marston vuole che Wonder Woman sia un simbolo vero, un modello a cui guardare. I suoi studi psicologici lo avevano convinto che le donne fossero più oneste, più affidabili e mentalmente più resistenti degli uomini. Creare un’eroina era, per lui, un atto politico prima che narrativo.
Marston muore il 2 maggio 1947, a soli 53 anni, per un cancro alla pelle. Elizabeth e Olive mantengono la promessa fattagli: restano insieme, crescono i figli come un’unica famiglia. Elizabeth vivrà fino al 1993, raggiungendo i cento anni. Olive se ne va nel 1985. La loro storia, riemersa grazie alle ricerche biografiche degli ultimi decenni, ha ribaltato l’immagine del creatore di Wonder Woman: non era un semplice autore di fumetti, ma un uomo che aveva costruito attorno a sé una piccola, silenziosa rivoluzione, familiare, scientifica e culturale insieme. E ogni volta che Wonder Woman solleva lo scudo o incrocia il lazo, porta con sé tutto quel peso. Senza che quasi nessuno lo sappia.



