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Home » Cultura » Wonder Woman? L’ha creata un femminista poliamoroso (rivoluzionario)

Wonder Woman? L’ha creata un femminista poliamoroso (rivoluzionario)

Wonder Woman è stata creata da William Moulton Marston: psicologo, femminista e uomo che conviveva con due donne. La storia dietro l'eroina più famosa del mondo.
RedazioneDi Redazione20 Marzo 2026
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statua di Wonder Woman
Statua di Wonder Woman (Unsplash)

Nel 1941, l’eroina più potente dei fumetti nasce dalla penna di uno psicologo di Harvard che viveva con due donne, credeva nella superiorità morale femminile e voleva cambiare il mondo. William Moulton Marston non era solo un autore e proprio per questo Wonder Woman è ancora rivoluzionaria.

Gal Gadot è Wonder Woman in Wonder Woman 1984 (Warner Bros.)
Gal Gadot è Wonder Woman in Wonder Woman 1984 (Warner Bros.)
Nato nel 1893 nel Massachusetts, Marston era tutt’altro che un personaggio di secondo piano. Si laurea in legge e poi ottiene un dottorato in psicologia ad Harvard nel 1921, una carriera accademica brillante, in un’epoca in cui la psicologia stava ancora cercando di definire sé stessa. Ma Marston non si accontenta di catalogare disturbi mentali come facevano molti suoi colleghi. Va in un’altra direzione: studia il comportamento delle persone normali, le loro emozioni, le loro risposte fisiche allo stress e alla menzogna.Proprio da queste ricerche nasce la macchina della verità, o meglio, uno dei precursori del moderno poligrafo. Marston misura le variazioni della pressione sanguigna sistolica per rilevare il momento in cui una persona mente, e si batte per anni affinché questo strumento venga accettato nei tribunali. Nel 1928 formula poi la teoria DISC, un modello comportamentale ancora oggi usato nelle aziende di tutto il mondo per capire come le persone reagiscono all’ambiente che le circonda.

Ma è la vita privata di Marston a stupire ancora oggi. Nel 1915 sposa Elizabeth Holloway, una donna di intelligenza straordinaria: ricercatrice in psicologia, futura direttrice editoriale dell’Enciclopedia Britannica, e vera partner intellettuale del marito. Poi, nel 1925, durante un corso alla Tufts University, Marston conosce Olive Byrne, studentessa e nipote di Margaret Sanger, la femminista americana che battagliò per il diritto alla contraccezione.

I tre diventano una famiglia. Non in segreto, non con vergogna: Marston convince Elizabeth ad accogliere Olive nella loro vita quotidiana, e da entrambe ha dei figli. Vivono insieme per anni, con una naturalezza che agli occhi della società americana degli anni Trenta e Quaranta doveva sembrare fantascienza. Ciò che colpisce, raccontano i biografi, è che non si trattava di una dinamica di sfruttamento: Elizabeth e Olive avevano voce in capitolo, carriere proprie, e dopo la morte di Marston continueranno a vivere insieme, come una famiglia, fino al 1985.

Wonder Woman e Steve Trevor (Warner Bros.)

Nel 1941, la casa editrice che sarebbe poi diventata la DC Comics chiede a Marston di analizzare la propria produzione di fumetti. La risposta è spiazzante: mancano eroine. Nessuna protagonista femminile in grado di stare alla pari con Superman o Batman. Marston lo dice chiaramente, ispirato anche da un’osservazione della moglie Elizabeth, e insieme al disegnatore Harry G. Peters mette su carta una principessa amazzone con il lazo, la tiara e una forza sovrumana.

Wonder Woman nasce nel dicembre 1941. Il suo vero nome è Diana, viene dall’isola di Themyscira, un mondo di sole donne, e combatte non con la violenza bruta ma con intelligenza, empatia e giustizia. Il lazo della verità, dettaglio non casuale per l’inventore della macchina della verità, costringe chi lo indossa a dire solo la verità.

Non è un personaggio secondario pensato per le lettrici: Marston vuole che Wonder Woman sia un simbolo vero, un modello a cui guardare. I suoi studi psicologici lo avevano convinto che le donne fossero più oneste, più affidabili e mentalmente più resistenti degli uomini. Creare un’eroina era, per lui, un atto politico prima che narrativo.

Marston muore il 2 maggio 1947, a soli 53 anni, per un cancro alla pelle. Elizabeth e Olive mantengono la promessa fattagli: restano insieme, crescono i figli come un’unica famiglia. Elizabeth vivrà fino al 1993, raggiungendo i cento anni. Olive se ne va nel 1985. La loro storia, riemersa grazie alle ricerche biografiche degli ultimi decenni, ha ribaltato l’immagine del creatore di Wonder Woman: non era un semplice autore di fumetti, ma un uomo che aveva costruito attorno a sé una piccola, silenziosa rivoluzione, familiare, scientifica e culturale insieme. E ogni volta che Wonder Woman solleva lo scudo o incrocia il lazo, porta con sé tutto quel peso. Senza che quasi nessuno lo sappia.

 

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