Le dichiarazioni di Matteo Salvini all’uscita dal seggio di via Trionfale a Roma, dove ha votato per il referendum sulla giustizia del 23 marzo 2026, hanno scatenato un’accesa polemica sui social e tra i presenti. Il leader della Lega ha dedicato la sua preferenza alle migliaia di italiani colpiti da errori giudiziari, ma l’episodio è stato segnato dalla reazione di una donna che ha simulato un conato di vomito a pochi passi dal Ministro. L’evento, ripreso dai telefoni dei presenti, è diventato immediatamente virale, riflettendo il clima di forte tensione e polarizzazione che accompagna questa consultazione referendaria.
Uscendo dalla cabina elettorale della sezione romana, Matteo Salvini si è fermato a rispondere alle domande dei cronisti che attendevano i leader politici per un commento a caldo sull’affluenza e sul significato del voto. Alla domanda su chi fosse il destinatario ideale del suo gesto elettorale, il Segretario della Lega non ha avuto esitazioni: “A chi dedico questo voto? Lo dedico alle decine di migliaia di italiani ingiustamente processati e incarcerati senza che nessuno abbia mai pagato le conseguenze“.
Tuttavia, a rubare la scena alle dichiarazioni politiche è stato un gesto di contestazione tanto plateale quanto silenzioso. Mentre Salvini articolava la sua dedica, una donna posizionata a breve distanza, presumibilmente un’elettrice in attesa o una residente della zona, ha simulato un conato di vomito guardando verso le telecamere e il Ministro.
Il video dell’episodio ha fatto rapidamente il giro del web, accumulando migliaia di interazioni in pochi minuti. Se da una parte i sostenitori del leader leghista hanno condannato il gesto come un atto di maleducazione e mancanza di rispetto istituzionale, dall’altra gli oppositori della riforma hanno utilizzato l’immagine come simbolo del dissenso verso le politiche giudiziarie della maggioranza.
Affluenza e spaccatura: i dati del referendum
Al di là del colore e delle contestazioni, i dati che arrivano dal Viminale delineano un Paese molto partecipe ma profondamente diviso. L’affluenza definitiva si attesta sopra il 58%, un risultato superiore alle aspettative che dimostra quanto il tema della giustizia sia sentito dall’opinione pubblica. Tuttavia, le proiezioni confermano il vantaggio del “No” (54% contro il 46% del “Sì”), suggerendo che la linea della prudenza e della conservazione dell’attuale impianto costituzionale abbia convinto la maggioranza degli italiani.



