Uno scontro legale ad alta esposizione mediatica si è aperto tra l’imprenditore italo-americano Paolo Zampolli e il rapper Fedez. Al centro della vicenda alcune affermazioni contenute nel Pulp Podcast e in un post su Instagram, ritenute dall’imprenditore lesive della propria reputazione e legate al controverso caso degli Epstein Files.
Zampolli ha presentato una querela per diffamazione aggravata presso la Procura di Milano, depositata dall’avvocato Maurizio Miculan in sei pagine di documentazione. La richiesta di risarcimento economico ammonta a non meno di 5 milioni di euro, cifra che riflette, secondo la difesa, la gravità del danno reputazionale subito e la visibilità internazionale dell’imprenditore.
Nel documento legale, Zampolli si presenta come un impegnato imprenditore attivo in vari settori del business, dalla moda all’immobiliare, e sottolinea il rapporto pluriennale di solida e fraterna amicizia con Donald Trump, che lo ha recentemente nominato rappresentante speciale degli Stati Uniti per le partnership globali. L’imprenditore ricopre inoltre il ruolo di rappresentante Onu dell’isola di Dominica.
Il post su Instagram contestato recitava: “Definito killer negli Epstein files, ora accusato di aver fatto deportare la ex, eppure resta intoccabile. Ma quanto potere ha Paolo Zampolli?“. Nel podcast, secondo quanto riportato nella querela, Zampolli viene accostato in maniera subdolamente insinuante al caso Epstein, con allusioni al mondo della moda di cui ha fatto a lungo parte, avendo fondato negli anni Novanta un’importante agenzia denominata ID Models.
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Durante la puntata del Pulp Podcast, Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, ha affermato che Zampolli è quello che in teoria portava, a detta di Fabrizio Corona, le signorine a Trump e ha fatto conoscere Melania a Trump. Il rapper ha aggiunto che sarebbe interessante andare ad approfondire cosa c’è all’interno degli Epstein files riguardo Zampolli.
Secondo la difesa di Zampolli, queste dichiarazioni gli attribuiscono il ruolo di “protettore” (il termine è più colorito) sulla base delle parole di Corona, figura ritenuta non attendibile. L’avvocato Miculan definisce tutte queste circostanze come false e gravemente diffamatorie, sottolineando come la visibilità internazionale del suo assistito amplifichi il danno subito.
La querela è diretta sia contro Fedez che contro Mr. Marra, alias Davide Marra, co-conduttore del podcast. Tra gli elementi contestati figurano anche presunte testimonianze attribuite a Corona, considerate da Zampolli inattendibili e diffamatorie, oltre al riferimento a ricostruzioni giornalistiche secondo cui l’imprenditore avrebbe contattato le autorità migratorie statunitensi per questioni personali legate alla sua ex compagna. Zampolli ha respinto tali ricostruzioni, sostenendo di aver agito esclusivamente per tutelare il proprio figlio.
Sul fronte opposto, il team difensivo di Fedez Gabriele Minniti e Andrea Pietrolucci rivendica il diritto di cronaca. La difesa del rapper sostiene che lo stesso si è limitato a esercitare il diritto di cronaca, riportando fedelmente i contenuti tratti da documenti pubblici, gli Epstein Files, appunto, e le dichiarazioni altrui senza alcun commento personale.
I legali sottolineano come tale operato, improntato alla massima continenza e al rigoroso rispetto della verità dei fatti, escluda ogni ipotesi di diffamazione. La linea difensiva punta a configurare l’attività come legittimo esercizio dell’informazione, basandosi su informazioni già pubbliche e dichiarazioni di terzi, senza l’espressione di giudizi personali diretti. Gli avvocati di Fedez si dicono certi che la correttezza della sua condotta emergerà in ogni sede.



