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Home » Attualità » Meme su Gesù, Donald Trump non decide da solo: il retroscena sulla persona che lo guida

Meme su Gesù, Donald Trump non decide da solo: il retroscena sulla persona che lo guida

Trump ha pubblicato il suo recente meme su Gesù su consiglio di Bill Pulte, capo della FHFA e figura controversa della sua amministrazione.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene16 Aprile 2026
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Bill Pulte
Bill Pulte (fonte: YouTube CNBC Television)

La controversa decisione del presidente Donald Trump di pubblicare un meme generato con intelligenza artificiale che lo raffigurava come Gesù Cristo intento a guarire i malati non è stata presa in solitudine. Secondo quanto riportato da Axios, dietro questa scelta che ha scatenato giorni di polemiche e tensioni diplomatiche con il Vaticano ci sarebbe stata la consulenza di Bill Pulte, attuale direttore della Federal Housing Finance Agency.

Pulte, figura combattiva nell’orbita trumpiana descritta come un “agente del caos” dal Financial Times, avrebbe mostrato per primo l’immagine al presidente durante un weekend in Florida. Due consiglieri vicini a Trump hanno confermato la versione dei fatti ad Axios, con uno di loro che ha commentato: “Tutti pensavano fosse uno scherzo”. Una terza fonte ha però negato il coinvolgimento di Pulte, lasciando qualche zona d’ombra sulla dinamica esatta degli eventi.

La pubblicazione del meme su Truth Social è avvenuta dopo che Trump aveva duramente criticato Papa Leo XIV, accusandolo di essere “debole” e di “compiacere la sinistra radicale”. La scelta ha innescato diversi giorni di accese discussioni tra membri cattolici dell’amministrazione come il vicepresidente JD Vance e il responsabile per il controllo dei confini Tom Homan da un lato, e il Vaticano dall’altro, rischiando di creare una frattura con i cristiani devoti che costituiscono una parte importante della base elettorale del presidente.

Trump ha successivamente rimosso l’immagine, spiegando che era stata fraintesa, ma l’ha sostituita con un’altra che lo ritraeva abbracciato dal Messia, continuando a mantenere alta la temperatura dello scontro simbolico con l’autorità religiosa.

Bill Pulte non è nuovo alle controversie. All’inizio dell’anno è stato descritto come una “forza trainante” dietro la decisione del Dipartimento di Giustizia di avviare un’indagine penale sulla Federal Reserve. L’iniziativa si è però arenata il mese scorso quando un giudice ha respinto due citazioni in giudizio, stabilendo che l’indagine era stata lanciata per “molestare e fare pressione” sul presidente uscente della banca centrale, Jerome Powell. Nonostante Pulte abbia negato il proprio coinvolgimento, Bloomberg lo ha descritto come “un elemento di spicco all’interno dell’amministrazione, che promuove idee controverse in materia di politiche abitative e indaga sui nemici di Trump per frode ipotecaria”.

Don’t take advice from Bill Pulte. He gives very bad advice! https://t.co/MoQ6g6tUSE

— Alex Johnson (@AlexH_Johnson) April 16, 2026

Il direttore della FHFA, che normalmente si limita a garantire la solidità del mercato dei mutui, ha invece “trasformato la posizione in un megafono per denigrare i presunti nemici politici di Trump”, secondo l’Associated Press. L’anno scorso ha accusato di frode ipotecaria il procuratore generale di New York Letitia James, il senatore californiano Adam Schiff e la governatrice della Fed Lisa Cook. Tutti hanno negato ogni illecito e nessuno dei casi sta procedendo.

La reputazione di Pulte come elemento destabilizzante ha quasi portato alla violenza fisica lo scorso settembre, quando il segretario al Tesoro Scott Bessent è arrivato a credere che il funzionario stesse parlando male di lui al presidente. In preda alla rabbia, Bessent lo ha affrontato direttamente chiedendogli: “Perché diavolo stai parlando al presidente di me?”. Secondo le ricostruzioni, il segretario avrebbe aggiunto: “Ti prenderò a pugni in faccia”.

Invitato a lasciare l’evento che stavano frequentando, Bessent avrebbe sfidato Pulte a uscire, con quest’ultimo che chiedeva se potessero chiarirsi parlando. “No”, avrebbe risposto il segretario. “Ti spaccherò la faccia”. L’episodio illustra il clima di forte tensione e competizione che caratterizza alcune dinamiche interne all’amministrazione Trump.

Prima di entrare nell’amministrazione, Pulte aveva già mostrato la sua propensione alla controversia “facendo pratica con la propria famiglia“, con la quale ha avuto aspri conflitti pubblici sulla gestione dell’eredità dell’impero immobiliare del nonno, PulteGroup. Documenti giudiziari riportano che avrebbe accusato la vedova del nonno di insider trading, definito pubblicamente una zia “una falsa cattolica” e chiamato una prozia “una cicciona”, “una persona strana” e “un’approfittatrice”.

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