La variabilità della frequenza cardiaca è uno di quegli indicatori di salute a cui non si dà troppo peso. Eppure, può dire molto di come stiamo.
Questo parametro è più complesso del semplice battito cardiaco che conta quante volte il cuore batte al minuto; essa misura come fluttua il tempo tra un battito e l’altro. Un crescente corpo di ricerche scientifiche suggerisce che sia un indicatore affidabile di salute cardiovascolare, livelli di stress, capacità fisica e molto altro.
Con i dispositivi indossabili sempre più diffusi e la ricerca sulla variabilità cardiaca in continua crescita, sempre più persone monitorano l’andamento del proprio cuore (e fanno benissimo). Cosa si può imparare facendolo?
Il cuore dovrebbe battere in modo più o meno regolare. Quando batte in modo estremamente irregolare viene classificato come aritmia, che nei casi gravi può portare a complicazioni come ictus o insufficienza cardiaca. Tuttavia, anche un cuore sano presenta una certa variazione nel tempo tra i battiti. Queste variazioni sono minuscole, misurate nell’ordine dei millisecondi, dove un millisecondo equivale a un millesimo di secondo.
Osservando i cambiamenti su questa scala microscopica, una variabilità più alta è generalmente considerata migliore di una più bassa. Non esiste un punteggio ideale universale di variabilità cardiaca, poiché varia in base a età, livello di forma fisica, sesso, dispositivo di monitoraggio e metodo di calcolo. Un produttore di dispositivi indossabili riporta che il punteggio medio per i suoi utenti, tendenzialmente attivi e attenti alla salute, è di 65 millisecondi per gli uomini e 62 millisecondi per le donne.
La variazione per fascia d’età è significativa: il punteggio medio per i venticinquenni è 78, rispetto a 44 per i cinquantacinquenni. Sebbene la matematica dietro questi numeri sia complessa, possono essere considerati approssimazioni della fluttuazione media negli intervalli di tempo tra i battiti cardiaci, espressa in millisecondi.

Puntare a una variabilità cardiaca alta può sembrare controintuitivo, dato che una frequenza cardiaca a riposo bassa suggerisce una buona forma cardiovascolare. Tuttavia, un’alta variabilità cardiaca è un modo per misurare quanto efficacemente il sistema nervoso passa dalla risposta di stress alla risposta di rilassamento.
Quando si deve scappare da un predatore o semplicemente andare a correre, il sistema nervoso innesca una serie di risposte fisiologiche che forniscono energia e acutezza. Tra gli altri effetti, la frequenza cardiaca aumenta. Quando ciò accade, la variabilità cardiaca diminuisce perché il cuore deve continuare a battere a un ritmo veloce e costante per sostenere l’attività.
Quando si torna a riposo, il sistema nervoso dovrebbe calmare tutto nuovamente. In questo stato rilassato, la frequenza cardiaca batte naturalmente a un ritmo più variabile, accelerando leggermente durante l’inspirazione e rallentando durante l’espirazione.
I cardiologi utilizzano la variabilità della frequenza cardiaca, insieme ad altri parametri, per valutare il funzionamento del cuore e individuare segnali di allarme di malattie. Per esempio, che i dati sulla variabilità cardiaca possono aiutare a identificare la fibrillazione atriale, una forma potenzialmente grave di aritmia.
La diffusione dei dispositivi indossabili sta rendendo questo tipo di monitoraggio accessibile a milioni di persone, trasformando un parametro un tempo riservato agli studi clinici in uno strumento quotidiano per comprendere meglio il proprio corpo e prendere decisioni più consapevoli sulla propria salute e il proprio benessere.
“
