David Hearn, olimpionico statunitense di 62 anni specializzato in canoa slalom, ha rotto il silenzio dopo il suo arresto con l’accusa di aver vandalizzato la Reflecting Pool di Washington, la storica piscina monumentale che si estende per oltre 600 metri davanti al Lincoln Memorial. L’atleta, che ha partecipato a tre edizioni dei Giochi Olimpici, respinge categoricamente le accuse definendole “completamente infondate” e “l’ennesima bugia di questa amministrazione”.
La vasca monumentale è stata recentemente sottoposta a un intervento di restyling costato oltre 14 milioni di dollari, voluto personalmente dal presidente Donald Trump. Il progetto si è rivelato problematico fin da subito. Gran parte dei fondi sono stati assegnati attraverso contratti senza gara d’appalto, una pratica che ha sollevato perplessità.
I lavori, completati all’inizio di giugno, prevedevano l’applicazione di un sigillante blu “colore della bandiera americana” sul fondo della vasca. Tuttavia, a pochi giorni dalla riapertura, sono emersi gravi difetti: l’acqua è diventata verde brillante a causa di una massiccia proliferazione di alghe, costringendo gli addetti alla manutenzione a versare grandi quantità di perossido di idrogeno nel bacino. Successivamente, grossi frammenti di vernice blu hanno iniziato a staccarsi dal fondo, galleggiando in superficie e compromettendo visibilmente l’aspetto della piscina.
Hearn, residente nel Maryland, si è recato alla Reflecting Pool venerdì scorso dopo aver completato un giro in bicicletta di 52 miglia. Come ha raccontato al Washington Post, ha notato un lembo di rivestimento parzialmente staccato dal fondo della vasca e, mosso dalla curiosità di “cittadino preoccupato”, ha allungato la mano per toccarlo. Pochi minuti dopo, agenti della Park Police lo hanno arrestato con l’accusa di distruzione di proprietà governativa, un reato punibile con anni di carcere quando riguarda monumenti nazionali.
L’olimpionico ha descritto l’esperienza come “spaventosa”. È stato trattenuto in una cella per cinque ore e sostiene di non aver mai ricevuto la lettura dei diritti durante l’arresto. La risposta dell’amministrazione Trump non si è fatta attendere. Nel weekend, il presidente 80enne ha pubblicato una serie di messaggi su Truth Social attribuendo i problemi della piscina ad atti di vandalismo deliberato.
