Per il resto del mondo era conosciuta come Nauru. Da oggi, però, il piccolo Stato insulare dell’Oceano Pacifico si chiama ufficialmente Repubblica di Naoero, il nome tradizionale nella lingua locale. La decisione, annunciata dal presidente David Adeang e già recepita dalle Nazioni Unite, rappresenta un ritorno alle origini più che un semplice cambio di denominazione: l’obiettivo è recuperare un’identità che, secondo il governo, era stata modificata in passato soprattutto per facilitare la pronuncia agli stranieri.
Dietro quella che potrebbe sembrare una curiosità geografica si nasconde un fenomeno sempre più diffuso. Negli ultimi anni diversi Paesi hanno deciso di abbandonare i nomi resi celebri durante il periodo coloniale per recuperare quelli utilizzati dalle popolazioni locali. È accaduto con Eswatini, che nel 2018 ha sostituito Swaziland, e con Türkiye, nome richiesto ufficialmente alle Nazioni Unite nel 2022 al posto della forma anglicizzata Turkey. Per Naoero il principio è lo stesso: riaffermare la propria storia attraverso il nome con cui gli abitanti si sono sempre identificati.
La Repubblica di Naoero conta appena circa 12.000 abitanti ed è il terzo Stato meno popoloso del pianeta, preceduto soltanto da Città del Vaticano e Tuvalu. Situata nella Micronesia, occupa una superficie di appena 21 chilometri quadrati, tanto da essere anche una delle nazioni indipendenti più piccole al mondo. Nonostante le dimensioni ridotte, la sua storia è stata particolarmente complessa, segnata dalla colonizzazione tedesca, dall’amministrazione australiana e dall’indipendenza ottenuta nel 1968.
Secondo il governo, il nome “Nauru” non era quello originario dell’isola. Si sarebbe infatti diffuso perché gli stranieri faticavano a pronunciare “Naoero”, adattandolo progressivamente a una forma ritenuta più semplice. Il presidente Adeang ha definito il cambio di nome un modo per “onorare più fedelmente il patrimonio, la lingua e l’identità nazionale”. Dopo il via libera del Parlamento, l’esecutivo ha deciso di non indire il referendum inizialmente previsto, sostenendo che il nome Naoero non fosse mai scomparso dalla cultura locale: compare già nello stemma nazionale, è utilizzato nella comunità e trova spazio anche nella Costituzione.
La modifica avrà effetti concreti anche sul piano amministrativo e internazionale. Il codice identificativo del Paese passerà da NRU a NRO, mentre gli abitanti saranno indicati come dei-Naoero. Cambieranno inoltre la denominazione degli aerei, delle navi e dei documenti ufficiali, mentre numerose istituzioni internazionali, tra cui le Nazioni Unite, hanno già aggiornato i propri registri utilizzando il nuovo nome ufficiale.
Per Naoero il recupero del nome storico arriva in un momento delicato. Dopo l’enorme ricchezza generata dall’estrazione dei fosfati negli anni Settanta, il Paese ha attraversato una lunga crisi economica e oggi è considerato uno degli Stati più vulnerabili all’innalzamento del livello del mare provocato dal cambiamento climatico. Il governo sta cercando nuove fonti di finanziamento, tra cui un programma di cittadinanza per investitori, per sostenere l’adattamento del territorio alle sfide ambientali future.
