In Arabia Saudita i cammelli non saranno più solo i leggendari abitanti delle dune, ma diventeranno cittadini “censiti” a tutti gli effetti. Il Vice Ministro dell’Ambiente, Mansour Almushaiti, ha infatti presentato ufficialmente il Passaporto per i Cammelli, un’iniziativa che mira a trasformare radicalmente la gestione di questi animali, pilastri della cultura e dell’economia locale. Il progetto si inserisce nel più ampio piano di modernizzazione del Paese, noto come Saudi Vision 2030, con l’obiettivo di portare ordine, trasparenza e standard internazionali in un settore finora legato a tradizioni informali.
Proprio come accade per gli esseri umani, ogni cammello avrà un documento ufficiale che lo identifica in modo univoco. Il passaporto sarà collegato a un microchip e conterrà informazioni minuziose: dal numero identificativo e la data di nascita fino alla razza, il colore e il sesso. Per rendere il riconoscimento infallibile, il documento includerà persino fotografie del profilo destro e sinistro dell’animale. Questa digitalizzazione permetterà di formalizzare le vendite, gestire la logistica e garantire la prova legale di proprietà, tutelando i diritti dei proprietari nei mercati locali e mondiali.

Uno degli aspetti più innovativi riguarda la sicurezza sanitaria. Il passaporto integrerà un registro vaccinale completo, creando una cartella clinica digitale per ogni esemplare. Questo sistema permetterà alle autorità veterinarie di monitorare le malattie infettive in tempo reale e di intervenire con rapidità in caso di epidemie. Oltre alla salute, il governo punta a migliorare la qualità delle razze attraverso l’analisi genetica: tracciando le prestazioni riproduttive e le linee di sangue, sarà possibile selezionare gli esemplari migliori e aumentare l’efficienza produttiva del settore.
Questa mossa normativa rappresenta anche un passo avanti verso una gestione più etica. Storicamente, cammelli, elefanti e delfini sono stati spesso impiegati in attività turistiche o spettacoli senza una reale supervisione sulle loro condizioni di vita. Formalizzare l’esistenza di ogni singolo cammello attraverso un passaporto significa poter monitorare meglio il suo stato di salute e prevenire abusi. In un mondo dove il turismo spesso ignora la sofferenza animale, l’Arabia Saudita prova a bilanciare lo sfruttamento economico con una maggiore responsabilità e trasparenza.
