Via Pulacara, periferia di Catania. Le telecamere installate dal reparto ambientale della Polizia Locale riprendono la stessa scena per due giorni di fila: un cane attraversa la carreggiata, ha un sacchetto stretto tra i denti e lo deposita in quello che appare come uno scarico abusivo, già ingombro di altri rifiuti. Nessun essere umano è inquadrato nelle vicinanze. Non è un caso. Secondo quanto ricostruito, l’animale sarebbe stato istruito appositamente per compiere questa azione, in modo da permettere al proprietario di disfarsi della spazzatura senza mai comparire davanti alle videocamere. Una strategia pensata per rendere impossibile, o quantomeno molto difficile, risalire al responsabile dell’abbandono illecito.
Il Comune di Catania ha diffuso i filmati sui propri canali istituzionali, scatenando una reazione immediata da parte della cittadinanza. Sui social, tra un commento e l’altro, ha prevalso un sentimento misto: stupore per l’ingegno impiegato, rabbia per il fine a cui è stato destinato, ma anche qualche dubbio: e se fosse semplicemente un cane randagio, alla ricerca di qualcosa da mangiare tra i rifiuti? L’ipotesi è comprensibile, ma le immagini sembrano escluderla. Un cane randagio fruga nei sacchi, li apre, li sposta, non li trasporta interi e integri fino a un punto preciso per poi lasciarli andare.
Il comportamento ripreso dalle telecamere di via Pulacara è invece ordinato, ripetuto nelle stesse modalità per due giorni consecutivi e orientato verso un’area specifica. Sono caratteristiche che rimandano a un addestramento, non a un istinto di sopravvivenza.
L’amministrazione comunale non ha usato giri di parole, definendo il comportamento “doppiamente scorretto”: da un lato per l’abbandono abusivo di rifiuti, dall’altro per l’uso strumentale di un animale domestico a scopo di elusione.
L’ingegno non può diventare un alibi per l’inciviltà.
Le forze dell’ordine stanno lavorando per identificare il proprietario del cane attraverso le immagini disponibili e altri elementi d’indagine. In Italia, l’abbandono illecito di rifiuti è punito con sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 620 euro per i casi meno gravi, con possibilità di pene più severe in caso di rifiuti speciali o di recidiva. A questo si potrebbero aggiungere eventuali contestazioni legate al maltrattamento o all’uso improprio dell’animale, qualora si ritenesse che l’addestramento abbia compromesso il benessere del cane.
Nel frattempo, la storia ha già superato i confini locali. E ricorda, a tutti, che nessuna trovata, per quanto elaborata, può sostituire qualcosa di molto più semplice: il rispetto per il luogo in cui si vive.



