Close Menu
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
Home » Ambiente » Animali » Guardate questa scimmia quanto ama i cristalli: ci racconta tantissimo sulla storia dell’umanità

Guardate questa scimmia quanto ama i cristalli: ci racconta tantissimo sulla storia dell’umanità

Uno studio spagnolo ha scoperto che gli scimpanzé sono affascinati dai cristalli, proprio come i nostri antenati lo erano già 780.000 anni fa.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino4 Marzo 2026
Facebook WhatsApp Twitter Telegram
La scimmia Toti esamina i cristalli
La scimmia Toti esamina i cristalli (foto di : García-Ruiz et al.)
Da centinaia di migliaia di anni, i nostri antenati raccoglievano cristalli. Non per farne armi, né utensili, né ornamenti: li raccoglievano e basta. Cosa li spingesse a farlo è rimasto a lungo un enigma per l’archeologia. Oggi, però, un gruppo di ricercatori spagnoli ha trovato un indizio prezioso in un posto inaspettato: nella curiosità di alcuni scimpanzé. Lo studio, pubblicato su Frontiers in Psychology e firmato dal professor Juan Manuel García-Ruiz, cristallografo dell’Ikerbasque Research e del Donostia International Physics Center di San Sebastián, ha messo alla prova un gruppo di scimpanzé dell’associazione Rainfer, in Spagna. L’obiettivo era capire se questi primati, i nostri parenti geneticamente più prossimi, mostrassero una preferenza spontanea per i cristalli rispetto alle rocce comuni. La risposta è stata inequivocabile: sì. 
una coppia di scimpanzé
una coppia di scimpanzé (fonte: Unsplash)

Nel primo esperimento, un grande cristallo di quarzo, soprannominato “il Monolite”, lungo 35 centimetri e pesante oltre tre chili, è stato posizionato su una piattaforma accanto a una pietra ordinaria di dimensioni simili. Entrambi gli oggetti hanno destato attenzione inizialmente, ma ben presto gli scimpanzé hanno ignorato la roccia comune e si sono concentrati sul cristallo. Lo hanno ruotato tra le mani, inclinato, osservato da ogni angolazione. Uno di loro, di nome Yvan, lo ha poi portato con decisione nella zona notte. Quando i custodi hanno tentato di recuperarlo, hanno dovuto offrire in cambio banane e yogurt.

Nel secondo esperimento, ai primati è stato offerto un vassoio con venti ciottoli arrotondati misti a piccoli cristalli di quarzo, pirite e calcite. In pochi secondi, gli animali riuscivano a individuare e separare i cristalli dagli altri sassi, nonostante le differenze di forma, trasparenza e lucentezza tra le varie tipologie. Una femmina di nome Sandy ha addirittura trasportato i cristalli in bocca, comportamento insolito per gli scimpanzé, fino a una superficie di legno dove li ha disposti con cura, separandoli da tutto il resto. Gli esperti hanno interpretato questo gesto come una forma di custodia attiva: trattare un oggetto come qualcosa di prezioso.

Il mondo naturale dei nostri antenati era dominato da forme curve: alberi, nuvole, animali, fiumi. I cristalli, invece, sono i soli oggetti naturali con superfici piane e spigoli dritti, dei poliedri che non hanno equivalenti in natura. Questa anomalia visiva potrebbe aver catturato l’attenzione dei primi ominidi proprio perché “non somigliava a nulla di conosciuto”, stimolando quei processi cognitivi destinati a riconoscere schemi e anomalie nell’ambiente.

Le proprietà che hanno esercitato maggiore attrazione sono state due: la trasparenza — molti scimpanzé hanno avvicinato il cristallo all’occhio, guardando attraverso di esso con curiosità ripetuta — e la forma geometrica, così diversa da tutto ciò che si trova abitualmente in natura. Queste stesse caratteristiche potrebbero aver affascinato anche gli ominidi che, almeno 780.000 anni fa, raccoglievano i cristalli rinvenuti poi in numerosi siti archeologici europei in associazione con resti di Homo.

Il fascino non è svanito nel tempo. Al contrario: dalla preistoria ai giorni nostri, i cristalli hanno continuato a comparire nei contesti più disparati, rituali, ornamentali, simbolici. “Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla forza e dalla naturalezza dell’attrazione degli scimpanzé verso i cristalli. Questo suggerisce che tale sensibilità abbia radici evolutive profonde. Il nostro lavoro contribuisce a comprendere le radici evolutive dell’estetica e della visione del mondo. Sappiamo ora che i cristalli esistono nella nostra mente da almeno sei milioni di anni”, ha detto Juan Manuel García-Ruiz.

Prossimi passi della ricerca prevedono esperimenti con scimpanzé non abituati al contatto umano, per verificare se l’attrazione verso i cristalli sia davvero un tratto ancestrale e non un effetto dell’enculturazione. Perché se anche gli esemplari selvatici si comportassero allo stesso modo, il confine tra natura e cultura, nel gusto umano per il bello, si farebbe ancora più sfumato.

 

Condividi. Facebook WhatsApp Twitter Telegram Email

Potrebbero interessarti anche

Un gufo bianco

Quanti animali muoiono per colpa delle superstizioni? Il report del WWF è devastante

3 Marzo 2026
Un esemplare di Ursus thibetanus, noto come orso dal collare o orso della luna

Vietnam, l’orso della luna Sen vede il cielo per la prima volta dopo 27 anni di prigionia in una fattoria della bile

3 Marzo 2026
Il cane Maurizio

“Benvenuto Maurizio!”: Fedez e Giulia Honegger allargano la famiglia con un cucciolo adorabile (e Silvio già soffre)

3 Marzo 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contatti
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CultWeb.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto Credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.