Osservare il proprio animale domestico mentre dorme regala spesso momenti di tenerezza o curiosità: un guaito sommesso, le zampe che si muovono ritmicamente o un ringhio appena accennato possono far pensare a un’attività mentale intensa. Ma cosa accade realmente nel cervello di un cane a riposo? Sebbene la comunicazione verbale tra specie sia impossibile, la scienza ha fornito risposte autorevoli attraverso l’analisi degli impulsi elettrici cerebrali. Grazie all’uso dell’elettroencefalogramma, i ricercatori hanno confermato che i cani possiedono onde cerebrali durante il sonno incredibilmente simili a quelle umane, portandoci a dedurre che l’esperienza del sogno sia un tratto comune a entrambe le specie.
Proprio come accade alle persone, i cani attraversano diverse fasi del sonno. Il momento in cui i sogni diventano più vividi coincide con la fase REM (Rapid Eye Movement). In questo stadio, la respirazione dell’animale si fa irregolare e le palpebre possono vibrare per il movimento rapido dei bulbi oculari. È difficile che un breve sonnellino pomeridiano porti a questa profondità; il sogno vero e proprio richiede solitamente un riposo più lungo e indisturbato, permettendo al cervello di “mettere in scena” le proprie proiezioni.

Non potendo guardare dentro le loro teste, gli esperti formulano ipotesi basate sull’osservazione dei comportamenti quotidiani. È molto probabile che i cani rivivano le esperienze della giornata: se un cane ha passato il pomeriggio a rincorrere un gatto, i guaiti notturni potrebbero essere la rielaborazione di quell’evento.
Un dato curioso riguarda la frequenza dei sogni legata alla taglia dell’animale. Studi condotti, tra gli altri, dal professor Stanley Coren, indicano che i cani di piccola taglia tendono a sognare molto più spesso rispetto ai giganti. Un barboncino toy potrebbe manifestare segni di attività onirica ogni dieci minuti, mentre un cane delle dimensioni di un Golden Retriever potrebbe entrare in questa fase solo una volta ogni ora e mezza. Oltre alla rievocazione, il sonno funge da strumento di apprendimento: elaborare gli eventi notturni aiuta il cane a fissare nella memoria gli ordini ricevuti durante l’addestramento.
A volte, i movimenti convulsi di un cane possono spaventare i proprietari, facendo temere una crisi epilettica. Tuttavia, esistono differenze sostanziali: i sogni producono piccoli scatti muscolari di breve durata e, al risveglio, l’animale appare tranquillo. Una crisi convulsiva, invece, è più violenta, dura più a lungo, comporta rigidità degli arti e spesso è accompagnata da eccessiva salivazione. Al termine di una crisi, il cane apparirà disorientato e angosciato, a differenza di un semplice risveglio da un sogno.
Per quanto riguarda gli incubi, segnali come pianti, lamenti o ringhi suggeriscono che l’animale stia vivendo una situazione di stress onirico. Nonostante la tentazione di svegliarli sia forte, la regola d’oro è non disturbare il cane che dorme. Un risveglio improvviso durante un incubo potrebbe causare una reazione aggressiva involontaria, poiché l’animale potrebbe impiegare qualche secondo per capire di non essere più in pericolo. Un trucco efficace e gentile è posizionare uno snack profumato vicino al suo naso: l’odore appetitoso potrebbe riportarlo dolcemente alla realtà senza rischi.
