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Home » Ambiente » Animali » Il pastore tedesco Inca fiuta il cancro nella sua umana e le salva la vita: il naso dei cani strumento di prevenzione?

Il pastore tedesco Inca fiuta il cancro nella sua umana e le salva la vita: il naso dei cani strumento di prevenzione?

Incredibile a Kent: un Pastore Tedesco scova un tumore al polmone fiutando l'alito della padrona. La scienza ora crea un "naso elettronico".
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino9 Marzo 2026
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Un pastore tedesco
Un pastore tedesco (FreePik)

Colleen Ferguson, una ex insegnante di scienze di 60 anni del Kent, deve la propria sopravvivenza all’insistenza di Inca, il suo Pastore Tedesco di due anni. L’animale ha infatti mostrato per settimane un comportamento ossessivo, focalizzandosi esclusivamente sull’alito della donna, portandola a scoprire un carcinoma polmonare al primo stadio, nonostante l’assenza totale di sintomi tipici.

La vicenda è iniziata quando Inca ha cominciato a fiutare con insistenza la bocca della sua proprietaria, accompagnando il gesto con sguardi di disappunto prima di allontanarsi. Inizialmente, Ferguson ha ipotizzato problemi odontoiatrici o complicazioni legate alla sua intolleranza al glutine. Tuttavia, dopo che i test clinici ordinari hanno dato esito negativo, la donna ha deciso di seguire l’istinto del suo cane e sottoporsi a una scansione totale del corpo.

L’esame ha rivelato una massa tumorale delle dimensioni di una pallina da golf nel polmone sinistro. La diagnosi è stata sorprendente: cancro allo stadio 1. Si tratta di un evento estremamente raro, poiché il tumore al polmone viene solitamente diagnosticato in fasi molto più avanzate. Grazie alla segnalazione dell’animale, la donna è stata operata d’urgenza e, a seguito della rimozione della massa, non ha avuto bisogno di ulteriori cicli di radioterapia o chemioterapia.

laboratorio analisi
Dettaglio di un ricercatore al lavoro (fonte: Unsplash)

Il caso di Colleen Ferguson non è un evento isolato, ma trova riscontro in rigorosi studi scientifici. L’organizzazione no-profit Medical Detection Dogs conduce ricerche d’avanguardia per dimostrare come le malattie abbiano un odore specifico che i cani, grazie al loro olfatto superiore, possono identificare. Già nel 2024, uno studio ha coinvolto sette cani di diverse razze (Labrador, Cocker Spaniel e Retriever) addestrati a riconoscere tumori attraverso l’odore dei campioni di urina.

Claire Guest, direttrice scientifica dell’organizzazione, ha confermato che i cani possono rilevare in modo affidabile patologie come il cancro alla prostata, alla vescica, il Covid-19 e persino il morbo di Parkinson. La ricerca sta ora cercando di capire se gli animali percepiscano l’odore diretto della neoplasia o la risposta chimica del corpo alla malattia.

L’obiettivo della ricerca moderna non è portare cani in ogni reparto ospedaliero, ma replicare la loro capacità olfattiva attraverso la tecnologia. Presso il MIT (Massachusetts Institute of Technology), il fisico quantistico Dr. Andreas Mershin sta sviluppando un “naso elettronico” dotato di intelligenza artificiale. Questo dispositivo utilizza sensori chimici per rilevare i composti organici volatili, ovvero le minuscole molecole odorose presenti nell’aria o nei campioni biologici.

Il prototipo è attualmente in fase di test su 500 campioni presso il Milton Keynes University Hospital, vicino a Londra. La speranza dei ricercatori è che questo strumento diagnostico non invasivo possa essere approvato per l’uso clinico entro i prossimi due anni. In futuro, questa “intelligenza olfattiva” potrebbe persino essere integrata nei comuni smartphone, trasformando i dispositivi quotidiani in sentinelle per la nostra salute, proprio come ha fatto Inca per la sua proprietaria.

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