Di un verde brillante e con un aspetto inconfondibile, la Mantis religiosa è uno degli insetti più curiosi che si possano incontrare nei giardini italiani. C’è chi rimane affascinato a guardarla immobile tra l’erba e chi, invece, preferirebbe evitarla. In ogni caso è difficile restare indifferenti davanti a questo predatore elegante e un po’ misterioso.
La mantide religiosa appartiene all’ordine dei Mantodea, che comprende oltre 2.400 specie diffuse in tutto il mondo. Ed è diventata così iconica che le sue movenze hanno persino ispirato uno stile delle arti marziali del Kung Fu.
Fisicamente è facile da riconoscere. Ha una testa triangolare con due grandi occhi sporgenti e antenne sottili e sensibili. Il corpo è allungato e snello e misura in genere tra i 6 e gli 8 centimetri, con le femmine più grandi dei maschi. Le zampe anteriori, piegate come se fossero in preghiera, sono dotate di piccole spine affilate che usa per catturare le prede. L’addome, invece, è coperto da ali ben sviluppate.
Una delle caratteristiche più sorprendenti della mantide è la capacità di ruotare la testa fino a 180 gradi. È un’abilità rarissima tra gli insetti e le permette di osservare l’ambiente circostante con grande precisione mentre caccia.
Anche il mimetismo gioca un ruolo fondamentale. La maggior parte delle mantidi che vediamo ha un colore verde brillante, ma esistono anche esemplari marroni. Queste tonalità permettono all’insetto di confondersi perfettamente tra foglie e rami, restando immobile finché la preda non si avvicina abbastanza.
La specie è diffusa in gran parte dell’Europa meridionale, in Africa e in Asia. È stata introdotta anche in Nord America, dove oggi è presente negli Stati Uniti e in Canada. In Europa viene spesso chiamata mantide europea ed è molto comune anche in Italia.
Negli ultimi anni, però, gli studiosi hanno registrato la presenza di alcune specie alloctone nel nostro Paese e in altre zone d’Europa, tra cui la Hierodula tenuidentata e la Hierodula patellifera. Essendo specie introdotte, la loro presenza viene monitorata per capire come si stanno diffondendo.
Il nome mantide deriva dal greco mantis, che significa profeta o indovino. L’origine è legata alla postura tipica dell’insetto: quando resta fermo con le zampe anteriori raccolte sembra quasi una figura in preghiera. Non a caso in inglese viene chiamata praying mantis, cioè mantide che prega.
In realtà, dietro quell’atteggiamento apparentemente pacifico si nasconde un predatore molto efficiente. La mantide religiosa è carnivora e si nutre di mosche, falene, grilli, ragni, ma anche di piccoli vertebrati come rane o lucertole.
La tecnica di caccia è semplice ma micidiale. La mantide resta immobile e perfettamente mimetizzata, aspettando che la preda si avvicini. Quando è abbastanza vicina, le zampe anteriori scattano in pochi millisecondi, bloccandola tra le spine come in una trappola. A quel punto la preda viene portata alla bocca e divorata.
Questo comportamento la rende allo stesso tempo utile e controversa nei giardini. Da un lato può aiutare a controllare insetti fastidiosi come zanzare o cimici; dall’altro non distingue tra specie dannose e insetti utili, e può quindi predare anche alleati naturali come le coccinelle.
Il momento più famoso, e un po’ inquietante, della vita della mantide è, però, l’accoppiamento. Avviene generalmente in autunno, intorno a novembre, ed è spesso accompagnato da un fenomeno noto come cannibalismo sessuale. Durante o subito dopo l’accoppiamento la femmina può attaccare il maschio, iniziando a mangiarlo dalla testa. Non succede sempre, ma è un comportamento ben documentato dagli studiosi.
Dopo l’accoppiamento la femmina produce una struttura chiamata ooteca, una sorta di involucro protettivo che contiene le uova. Ha una forma tondeggiante, misura circa 2-3 centimetri e può ospitare fino a 100-200 uova, anche se la media è intorno alle 70. Le ooteche vengono spesso deposte tra i rami degli arbusti, sotto le foglie o anche sui muri delle case.
Durante l’inverno le uova restano protette all’interno di questa struttura spugnosa che le isola dal freddo. Con l’arrivo della primavera si schiudono e nascono le ninfe, piccole mantidi già simili agli adulti ma prive di ali.
Le giovani mantidi crescono attraverso una serie di mute, di solito tra sei e nove, aumentando di dimensioni a ogni stadio. Il processo di crescita richiede diversi mesi. Solo con l’ultima muta, che avviene generalmente tra luglio e agosto, l’insetto raggiunge la forma adulta completa con le ali sviluppate.
La vita adulta è però piuttosto breve: dura poche settimane, il tempo necessario per riprodursi e avviare un nuovo ciclo. Spesso le persone rimuovono le ooteche perché spaventate da queste piccole sacche misteriose. In realtà non andrebbero toccate: contengono decine di futuri insetti e non rappresentano alcun pericolo per le piante.
Anche se può sembrare minacciosa, la mantide religiosa non è pericolosa per l’uomo. Se disturbata può mordere, ma il morso è innocuo e non provoca particolari reazioni. L’insetto, infatti, non possiede veleno, nonostante alcune vecchie credenze popolari dicano il contrario.
Avere una mantide religiosa in giardino, quindi, non è un problema. Anzi, molti appassionati di giardinaggio la considerano un segnale di equilibrio naturale. Per attirarla basta mantenere un ambiente ricco di vegetazione e ridurre al minimo pesticidi e sostanze chimiche, creando uno spazio dove possa cacciare e riprodursi indisturbata.



