L’Australia ospita una creatura affascinante: il ragno pavone. Non sono solo i colori sgargianti e le movenze sinuose a renderlo speciale, ma la sua straordinaria biodiversità. Esistono oltre 100 specie diverse di questo piccolo aracnide, grande quanto una capocchia di spillo, mentre la maggior parte degli animali conta solo cinque o dieci specie. Un nuovo studio sul “DNA oscuro” di questi ragni potrebbe svelare il segreto di questa diversificazione e gettare luce sui meccanismi dell’evoluzione in generale.
I ricercatori del Sanger Institute, guidati da Jonah Walker e dalla Dr. Joana Meier, stanno studiando il DNA di questi ragni per comprendere come si siano evoluti in così tante specie. I maschi del ragno pavone, noti per i loro rituali di accoppiamento, sfoggiano colori brillanti sull’addome, creano un suono simile a un tamburo con le zampe e si muovono ritmicamente in una sorta di danza ipnotica. La varietà di colori, canti e passi di danza tra le diverse specie è sorprendente.

Walker, che ha superato la sua aracnofobia per dedicarsi a questo studio, insieme al suo team ha raccolto e catalogato meticolosamente ogni specie di ragno pavone scoperta finora, annotando dettagli precisi sul loro comportamento, movimenti e “canti”. Successivamente, hanno incrociato queste informazioni con il DNA di ciascuna specie. L’obiettivo è identificare i geni responsabili di ogni caratteristica e, in definitiva, comprendere le cause di questa straordinaria diversità.
Una delle scoperte più interessanti riguarda il cosiddetto “DNA oscuro”, quella parte del codice genetico la cui funzione è ancora sconosciuta. I ragni pavone possiedono una quantità di DNA oscuro tre volte superiore a quella degli esseri umani. Gli scienziati ipotizzano che proprio questa parte del DNA possa essere la chiave della loro rapida adattabilità e della conseguente diversificazione in nuove specie.
Questo studio sui ragni pavone si inserisce in un progetto più ampio, l’Earth BioGenome Project, che mira a decodificare il codice genetico di ogni pianta, animale e fungo presente sul pianeta entro i prossimi dieci anni. Finora sono state decodificate 3.000 specie, con l’obiettivo di raggiungerne 10.000 il prossimo anno e completare l’intero catalogo di 1,8 milioni di specie viventi entro un decennio.
Conoscendo il DNA di tutti gli organismi viventi, potremmo ottenere informazioni preziose anche sulla nostra stessa specie e sulle intricate interrelazioni tra tutte le forme di vita sulla Terra.



