Da qualche tempo non fanno che far parlare di sé. Prima il delfino Mimmo. Ora una foca monaca avvistata nelle acque della laguna veneziana, tra Punta Sabbioni e il Lido di Venezia. Il video dell’incontro, girato al tramonto nei pressi della Bocca di Porto del Lido da Marco Bellio, è stato pubblicato sulla pagina Facebook “Pesca in mare e in laguna” e ha rapidamente fatto il giro dei social.
Le immagini mostrano una testolina scura che emerge dall’acqua, seguita dal dorso dell’animale mentre nuota in superficie. In un primo momento qualcuno ha pensato si trattasse del delfino ormai noto che frequenta la laguna da mesi, Mimmo appunto, ma i frame hanno chiarito subito la natura dell’animale, specie estremamente rara e protetta.
A confermare l’identificazione sono stati gli esperti del Museo di Storia Naturale “Giancarlo Ligabue” di Venezia. Secondo Mauro Bon, responsabile Ricerca e Divulgazione, l’animale potrebbe aver raggiunto la laguna per esplorare nuove aree. “È probabile che sia qui per cercare cibo: le nostre coste sono ricche dei pesci di cui si nutre”.
Non si esclude una provenienza dalle coste croate, dove sono presenti nuclei più consistenti della specie. Avvistamenti simili, del resto, non sono del tutto nuovi: segnalazioni tra il Lido e Chioggia risalgono già al periodo 2016-2018. “Si tratta di un evento raro ma non eccezionale”, precisa Bon, ricordando che nell’Adriatico si registra da anni un lieve aumento della specie, pur restando alto il rischio di estinzione.
Ma la laguna veneziana non è stata l’unica tappa di questo splendido esemplare. Anche il Delta del Po ha ospitato la foca monaca nei giorni scorsi, avvistata al largo delle spiagge di Porto Caleri. A fare il fortunato incontro è stato Matteo Zambon, dottore naturalista ed esperto in biologia marina del Nord Adriatico nonché consulente scientifico del Parco del Delta del Po.
La diffusione delle immagini ha riacceso l’attenzione, ma gli esperti invitano alla cautela. “Parliamo di un animale estremamente timido”, sottolinea Bon. La foca monaca è stata a lungo cacciata dall’uomo, sia per la pelliccia sia perché considerata un ostacolo alla pesca, ed è per questo oggi una specie protetta. In caso di avvistamento, raccomandazione chiara: niente rumori, nessun tentativo di avvicinamento o di alimentazione. Solo osservazione silenziosa.
