Ogni anno il 17 novembre si celebra la Giornata del gatto nero, una ricorrenza nata per ribaltare secoli di superstizioni e pregiudizi che hanno circondato questi splendidi felini. L’obiettivo è valorizzare la loro bellezza, sensibilizzare contro gli abbandoni e i maltrattamenti, e soprattutto sfatare credenze infondate che ancora oggi li penalizzano.
La data non è casuale: il numero 17, nella tradizione italiana, è considerato sfortunato, mentre novembre è il mese dedicato alla commemorazione dei defunti. Un binomio scelto deliberatamente per trasformare il significato negativo in un’occasione di consapevolezza e amore verso questi animali ingiustamente temuti.
La Giornata del gatto nero è stata istituita in Italia nel 2007 dall’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente. L’iniziativa è diventata rapidamente un evento di riferimento anche a livello internazionale, tanto che oggi si parla di giornata mondiale o giornata internazionale del gatto nero.
Il gatto nero, con il suo manto lucido e profondo, è da sempre avvolto da un’aura di mistero. Nell’antico Egitto era considerato sacro. I gatti, indipendentemente dal loro colore, erano venerati e la dea Bastet viene spesso raffigurata come una donna con la testa di un gatto nero. Erano simboli di armonia, fertilità e protezione.
Nel Medioevo, però, la loro immagine venne distorta. Il colore nero fu associato alla magia e alla stregoneria in Europa, e il gatto nero divenne suo malgrado un simbolo di sfortuna. Il folklore li considerava esseri magici e soprannaturali, dietro le cui sembianze potevano nascondersi streghe sotto mentite spoglie, oppure spiriti aiutanti di demoni. Questa ondata di superstizioni spinse alcuni a ordinare l’uccisione di tali animali durante le feste popolari, sebbene l’accusa secondo cui la Chiesa cattolica medievale avrebbe avviato una crociata contro i gatti neri risulti essere completamente falsa.

Il timore dei gatti neri era spesso dovuto al fatto che il loro colore evocasse l’oscurità e quindi materializzasse ciò che è spaventoso nell’immaginario comune. Nella mitologia celtica esistono creature demoniache come il Cat Sìth, che ha l’aspetto di un felino e poteva trasformarsi in una creatura enorme e pericolosissima.
Ma non tutte le culture hanno guardato ai gatti neri con sospetto. In Giappone e in vari Paesi dell’Asia, i gatti neri sono considerati portatori di buona fortuna. Secondo una superstizione diffusa nel periodo Edo, possono curare la tubercolosi e tenere lontane le preoccupazioni d’amore. In Gran Bretagna, incontrarne uno è ancora oggi considerato un segno positivo.
Anche in altri contesti europei il gatto nero è benaugurante. Nel Regno Unito si riteneva che rendesse una donna oggetto di corteggiamento da parte di molti uomini se risiedeva nella sua stessa abitazione. Una credenza scozzese vuole che se uno strano gatto nero cammina nel portico di un’abitazione porti prosperità a colui che vi abita. Una superstizione francese sostiene che chi possiede un gatto nero sia destinato ad avere fortuna.
Secondo una tradizione britannica, se un gatto nero cammina verso qualcuno porta fortuna, ma se si allontana porta la fortuna via con sé. Secondo una superstizione piratesca del XVIII secolo, questa regola viene invertita. In Germania alcuni credono che i gatti neri portino sfortuna se attraversano una strada da destra a sinistra, ma che siano di buon auspicio se la attraversano da sinistra a destra.
Ancora oggi, purtroppo, molti gatti neri hanno più difficoltà a essere adottati rispetto ai loro simili di altri colori. Alcuni rifugi segnalano che vengono spesso ignorati o considerati meno fotogenici. La Giornata del gatto nero nasce anche per questo: per incoraggiare adozioni consapevoli e combattere stereotipi senza senso.
I gatti neri sono in realtà noti per il loro carattere dolce, curioso e affettuoso. Sono compagni silenziosi ma presenti, eleganti e pieni di fascino. Il loro manto scuro esalta lo sguardo, rendendoli unici e magnetici. Il colore del pelo non ha nulla a che vedere con il carattere o la fortuna, ma solo con la genetica.
Secondo la Cat Fanciers’ Association vi sarebbero in totale 22 razze di gatti che possono nascere con la pelliccia interamente di colore nero. Il Bombay americano è l’unico animale di questo tipo ad avere sempre il manto esclusivamente nero. Altre razze famose che presentano mantelli neri sono il Maine Coon, il British Shorthair e l’Orientale a pelo corto.
Se esposti alla luce del sole, la pelliccia dei felini può schiarire diventando marrone. In alcuni casi, l’eumelanina, essenziale affinché la peluria di un gatto diventi nera, può venire a mancare a causa della carenza di tirosina. Le striature dei gatti neri, che possono essere in piccola parte o per nulla visibili, sono dovute a un gene recessivo.
In ogni caso, sono bellissimi.



