Una disastrosa alluvione in Texas (non prevista) ha provocato morti e feriti. L’Italia divisa in due con caldo feroce al centro sud e temporali al nord. L’ambiente ci sta “presentando” un conto altissimo che paghiamo ogni giorno. Questa è l’epoca del cambiamento climatico, due parole che racchiudono concetti complessi di cui dovremmo essere sempre tutte e tutti coscienti. Ma di cosa si parla, in soldoni? Il cambiamento climatico è il risultato di un processo di modifica a lungo termine delle variabili atmosferiche, conseguente all’incremento della quantità di gas serra presenti in atmosfera.
Il principale effetto del cambiamento climatico è l’incremento della temperatura media globale, che si ripercuote sulla circolazione atmosferica, sugli altri parametri meteorologici quali precipitazioni, vento, umidità e, con una serie di meccanismi di trasferimento e di feedback, sulla circolazione oceanica e sulla criosfera.
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I gas serra responsabili di questo fenomeno sono principalmente il vapore acqueo (H2O), l’anidride carbonica (CO2), il protossido di azoto (N2O) e il metano (CH4). Questi gas intrappolano la radiazione infrarossa emessa dalla superficie terrestre, impedendone la dispersione nello spazio e causando il riscaldamento dell’atmosfera.
I dati scientifici sono inequivocabili. Le concentrazioni di anidride carbonica sono aumentate in concomitanza con l’incremento delle emissioni antropiche (ovvero causate da attività umane), sin dall’inizio della rivoluzione industriale nel 1750. Le emissioni, inizialmente stabili intorno alle 5 gigatonnellate annue fino a metà del XX secolo, hanno subito un’accelerazione drammatica, superando le 35 gigatonnellate annue alla fine del secolo.
Il riscaldamento globale è inequivocabile e i tassi di incremento della temperatura sono stati decisamente più elevati negli ultimi vent’anni. Nel 2023, un dato particolarmente allarmante ha evidenziato che il 95,5% della superficie terrestre era significativamente più calda della temperatura media nel periodo 1951-1980.
L’attualità ci offre continui esempi dell’impatto del cambiamento climatico. Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato per l’Europa, con temperature record nelle regioni centro-orientali e sudorientali. Gli eventi estremi si moltiplicano: le tempeste sono state frequenti e gravi e le inondazioni sono state diffuse, causando almeno 335 vittime e colpendo circa 413.000 persone.
In Italia, la situazione non è meno preoccupante. Dall’inizio del 2024 in Italia ci sono stati circa 2mila eventi climatici estremi, con eventi estremi che nel 2024 sono più di 7 al giorno. La recente alluvione in Emilia-Romagna, dove il 45,6% del territorio è a rischio allagamento, rappresenta solo l’ultimo esempio di questa tendenza.
Il cambiamento climatico non è più un fenomeno futuro ma una realtà presente. Gli scienziati hanno dimostrato come le precipitazioni siano state il 12% più pesanti e il doppio più probabili rispetto al periodo preindustriale, stabilendo una relazione diretta e inequivocabile tra il cambiamento climatico e gli eventi estremi.
La comunicazione costante su questo tema è essenziale per tre ragioni principali: informare correttamente l’opinione pubblica sui rischi reali, contrastare la disinformazione che spesso circonda l’argomento, e promuovere azioni concrete sia a livello individuale che collettivo.



