Dick Cheney, vicepresidente degli Stati Uniti durante l’amministrazione di George W. Bush dal 2001 al 2009, è morto all’età di 84 anni. La notizia è stata confermata nella mattinata del 4 novembre 2025, segnando la fine della vita di una delle figure più influenti e controverse della politica americana moderna.
Visualizza questo post su Instagram
Considerato da molti analisti il vicepresidente più potente della storia americana, Cheney ha ridefinito il ruolo tradizionalmente cerimoniale della seconda carica dello Stato, trasformandola in una posizione di enorme influenza decisionale, specialmente in materia di politica estera e sicurezza nazionale.
La carriera politica di Cheney attraversa cinque decenni di storia repubblicana. Nato nel 1941, ha iniziato la sua ascesa nei corridoi del potere durante l’amministrazione Nixon, per poi servire come Capo di Gabinetto del presidente Gerald Ford, una delle posizioni più giovani mai ricoperte in quel ruolo. Successivamente è stato eletto alla Camera dei Rappresentanti del Wyoming, dove ha servito per dieci anni.
Durante la presidenza di George H.W. Bush, Cheney ha ricoperto il ruolo di Segretario alla Difesa dal 1989 al 1993, periodo durante il quale ha supervisionato la prima Guerra del Golfo e gestito la complessa transizione della politica di difesa americana dopo la fine della Guerra Fredda. La sua esperienza in questo ruolo si sarebbe rivelata determinante per le decisioni prese dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001.
Come vicepresidente sotto George W. Bush, Cheney è stato l’architetto principale della risposta americana al terrorismo, contribuendo in modo decisivo alla pianificazione e all’esecuzione dell’invasione dell’Afghanistan nel 2001 e, in modo ancora più controverso, della guerra in Iraq nel 2003. Le sue posizioni sulla necessità di rovesciare Saddam Hussein e le argomentazioni sulle presunte armi di distruzione di massa irachene hanno definito la politica estera americana per un’intera generazione.
La sua influenza si estendeva ben oltre la politica estera. Cheney ha svolto un ruolo centrale nello sviluppo della politica energetica americana e nella definizione dei poteri esecutivi presidenziali, sostenendo una visione espansiva dell’autorità del ramo esecutivo che ha generato intensi dibattiti costituzionali.
La vita personale di Cheney è stata segnata dalla presenza costante delle malattie cardiache. Ha subito il suo primo attacco cardiaco all’età di soli 37 anni, seguito da altri quattro episodi cardiaci nei decenni successivi. Nel 2012, all’età di 71 anni, ha ricevuto un trapianto di cuore, un intervento che gli ha permesso di prolungare significativamente la sua vita. La sua resilienza fisica è diventata leggendaria, trasformandolo in un simbolo di sopravvivenza medica.
Negli ultimi anni, Cheney era uscito dalla sua abituale riservatezza per prendere posizione contro Donald Trump, definendolo una minaccia per la democrazia americana. Questa posizione, condivisa pubblicamente anche dalla figlia Liz Cheney, ex rappresentante del Wyoming, ha segnato una rottura significativa con la direzione presa dal Partito Repubblicano contemporaneo.
Cheney lascia la moglie Lynne, sposata dal 1964, e le due figlie, Liz e Mary. La famiglia non ha ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche sulle cause specifiche del decesso o sui dettagli delle cerimonie funebri.



