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Home » Attualità » “Votate Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura”: la frase shock di Giusi Bartolozzi che incendia il referendum

“Votate Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura”: la frase shock di Giusi Bartolozzi che incendia il referendum

Le parole di Bartolozzi sul referendum accendono la polemica: Pd e Avs chiedono le dimissioni, Nordio si dissocia. Meloni difende la riforma con un video.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino10 Marzo 2026Aggiornato:10 Marzo 2026
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Giusi Bartolozzi
Giusi Bartolozzi (YouTube)

A pochi giorni dal voto del 22 e 23 marzo sul referendum per la riforma della Giustizia, una frase pronunciata in televisione da Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia, ha scatenato un’ondata di polemiche che attraversa tutto lo schieramento politico. Durante una trasmissione andata in onda sabato scorso sull’emittente siciliana Telecolor, alla presenza della senatrice Ilaria Cucchi, Bartolozzi ha dichiarato: “Votate Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che sono plotoni di esecuzione. Plotoni di esecuzione“. Le parole sono arrivate al culmine di un confronto acceso, nel quale la stessa Bartolozzi aveva sottolineato come il processo penale “uccide le persone, rovina la reputazione, uccide le famiglie“, per poi aggiungere che “dopo 15 anni” si può scoprire che “il fatto non sussiste“, ma nel frattempo i danni alla vita delle persone sono già stati fatti.

A rendere il quadro ancora più esplosivo, un’altra dichiarazione rilasciata durante la stessa trasmissione: “Io ho un’inchiesta in corso, scapperò da questo Paese”, ha detto Bartolozzi, specificando che lo farebbe qualora al referendum vincesse il No. Solo in seguito ha definito quella frase una “boutade”. Non è un dettaglio secondario: a fine febbraio la capo di gabinetto aveva ricevuto la notifica della chiusura delle indagini per false dichiarazioni ai pm, nell’ambito della vicenda Almasri.

La senatrice Cucchi, presente in studio, ha pubblicato il video sui propri profili social accompagnandolo con un commento netto: “Se la riforma non passa, lei scappa dall’Italia per sottrarsi alle indagini. Io invece ho vissuto sulla mia pelle più di sedici anni di processi senza mai perdere fiducia nella giustizia”. Per Cucchi la riforma Nordio non risolverebbe nessuno dei problemi concreti della giustizia italiana, dalla lunghezza dei processi alla carenza di personale, e favorirebbe soprattutto i “colletti bianchi” a discapito dei comuni cittadini. Ha annunciato un’interrogazione parlamentare al ministro Nordio.

Chi è Giusi Bartolozzi

Bartolozzi è essa stessa magistrata, ed è stata parlamentare di Forza Italia per quattro anni, dal 2018 al 2022.  A fine febbraio Bartolozzi ha ricevuto la notifica di chiusura delle indagini per false dichiarazioni ai pm del Tribunale dei Ministri, nell’ambito della vicenda Almasri. Le indagini avevano evidenziato un suo ampio coinvolgimento nella gestione caotica del caso da parte del ministero.

Il coro delle opposizioni: “Dimissioni immediate”

La reazione dell’opposizione è stata immediata e trasversale. Il Partito Democratico ha letto nelle parole di Bartolozzi un’ammissione esplicita: “Lo ammette senza mezzi termini: il loro obiettivo è togliere di mezzo la magistratura”. La deputata Debora Serracchiani ha definito le affermazioni “sconcertanti e gravissime”, chiedendo le dimissioni. La capogruppo alla Camera Chiara Braga le ha definite “inaccettabili”. La sintesi più efficace è arrivata da Simona Bonafé (Pd): “In tredici minuti la presidente Meloni ha provato a raccontare le ragioni del Sì. In tredici secondi, Giusi Bartolozzi le ha azzerate tutte”.

Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs hanno chiesto le dimissioni immediate, aggiungendo che se Bartolozzi non si dimette dovrebbe essere Nordio a rimuoverla, perché “c’è chi sta usando il referendum come una clava per imporre il dominio della politica sull’autonomia della magistratura”. Il Movimento 5 Stelle ha parlato di “messaggio eversivo”, sostenendo che le parole di Bartolozzi confermino le “vere finalità della riforma: consumare la vendetta del centrodestra contro la magistratura”.

Bartolozzi prova a correggere il tiro. Nordio si dissocia

A sera, Bartolozzi ha cercato di ridimensionare la portata delle sue parole, dichiarando all’ANSA di aver ribadito più volte nel corso della trasmissione che “la gran parte dei magistrati sono eccellenti professionisti, che lavorano nel silenzio delle aule”. Il riferimento, ha spiegato, era a “una piccola parte, purtroppo quella correntizzata, che governa però il sistema”. Il ministro Carlo Nordio ha preso le distanze, dichiarandosi “dispiaciuto” per quelle parole e convinto che la sua collaboratrice “non avrà alcuna difficoltà a scusarsi”.

Meloni era furiosa. E Conte ironizza

Secondo fonti di maggioranza citate dall’ANSA, le uscite di Bartolozzi non sarebbero affatto piaciute alla premier Giorgia Meloni, descritta come “fortemente contrariata”. La stessa mattina, proprio per uscire dalla logica dello scontro frontale, Meloni aveva pubblicato sui social un video di tredici minuti per spiegare i contenuti della riforma e rispondere alle “troppe bufale messe in circolazione”. Il contrappasso è stato immediato.

Il presidente del M5s Giuseppe Conte, con puntuale ironia, ha sommato i due eventi: “Meloni ha speso tredici minuti di video per nascondere quello che Giusi Bartolozzi, il capo di gabinetto del ministro Nordio, padre della riforma, ha ammesso in tv in pochi secondi”. Sempre Conte, in un convegno per il No alla Camera, ha ricordato che si tratta di “una riforma che modifica sette articoli della Costituzione”, con conseguenze politiche che “lo vogliano o no” si faranno sentire.

 

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