Al Bano è tornato in Russia per una nuova serie di concerti, nonostante la guerra in Ucraina sia ormai giunta al quarto anno. Il cantante pugliese si è esibito a Mosca, con la Cattedrale di San Basilio sullo sfondo della Piazza Rossa, e proseguirà il tour toccando Novokuznetsk e quindi due serate a Vladivostok. Dal palco moscovita ha lanciato un messaggio di pace: “Da Mosca con amore e desideri di pace in tutto il mondo“.
La scelta di esibirsi in Russia continua a generare polemiche, ma Al Bano difende la sua posizione con una metafora netta: “Un cantante è come un dottore. Se ti chiamano vuol dire che hanno bisogno di te. E io vado dove mi chiamano”. Il cantante sottolinea che guerra e musica devono rimanere separate, ricordando il concerto dello scorso giugno a San Pietroburgo dove si è trovato davanti a 400 mila persone entusiaste. “C’è tanta gente che ama l’Italia: chi sono io per negarmi e non far amare l’Italia?” ha dichiarato.
Alle critiche che inevitabilmente accompagnano le sue scelte, Al Bano risponde di essere abituato fin dal 1970, quando sposò Romina Power: “Dicevano: il figlio del contadino che sposa la figlia del grande attore, è un amore che durerà una notte. E invece li abbiamo sbalorditi tutti“. Il cantante ribadisce di essere sempre stato un pacifista e di considerarsi super partes: “Per mestiere, per mentalità, sono anti-guerra, sono un pacifista nato e un messaggero di pace“.
Riguardo all’Ucraina, Al Bano chiarisce di averci cantato in passato, ma non dall’inizio del conflitto: “Ma perché non mi hanno chiamato loro, io vado dove mi vogliono“. Ricorda inoltre di aver ospitato a casa sua una famiglia di profughi ucraini quattro anni fa, all’inizio della guerra.
Il cantante non risparmia critiche alla situazione geopolitica mondiale, da Gaza all’Iran. La sua analisi è diretta: “Non è che il mondo impazzisce, bastano quattro sciocchi per far impazzire un mondo. Le guerre fanno male a chi le vince e a chi le perde: è possibile che si spendano così tanti miliardi in armi, mentre per seminare un po’ di pane non ci sono mai soldi? Com’è possibile che non ci sia un Ministero della Pace?“.
Quando gli viene chiesto chi gli faccia più paura tra Trump e Putin, Al Bano non esita e risponde a Corriere della Sera: “A me fanno paura i pazzi“. Sulla Russia esprime una posizione controversa: “Putin secondo me ha difeso quello che doveva difendere. Per anni in Donbass russi e ucraini si sono amati, hanno collaborato, erano fratelli. Ma ho saputo che a un certo punto dall’Ucraina hanno iniziato a sparare contro i russi che erano lì. E quindi i russi hanno fatto quello che hanno fatto“.
E alla domanda diretta su chi sia più pazzo tra i due leader, la risposta è secca: “Trump, si vede. Ne fa una buona e quattro sbagliate: ora per lui ogni occasione è buona per scatenare la guerra“.
