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Home » Attualità » Amazon “boccia” l’Italia, niente consegna pacchi coi droni: dietro lo stop un miliardo di euro di tasse non pagate

Amazon “boccia” l’Italia, niente consegna pacchi coi droni: dietro lo stop un miliardo di euro di tasse non pagate

Amazon cancella il debutto dei droni in Italia dopo una maxi sanzione fiscale. Addio alle consegne volanti a causa di un miliardo di tasse evase.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino29 Dicembre 2025
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Pacchi Amazon
Pacchi Amazon (fonte: Unsplash)

Il futuro delle consegne volanti in Italia ha subito una brusca frenata. Se immaginavate di vedere i droni di Amazon Prime Air sfrecciare nei nostri cieli a partire dalla primavera 2026, dovrete ricredervi. Il colosso di Seattle ha ufficialmente staccato la spina al progetto sperimentale che aveva come base operativa San Salvo, in Abruzzo. La notizia è stata confermata dall’Enac (l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), che ha ricevuto la richiesta di sospensione immediata di tutte le certificazioni e delle attività di volo.

Nonostante Amazon parli genericamente di una “revisione strategica”, i motivi reali dietro questo dietrofront sembrano essere molto meno tecnologici e molto più legati ai conti con lo Stato italiano. Il nodo della questione riguarda un pesantissimo contenzioso con il Fisco. La Procura di Milano ha infatti acceso i riflettori su una presunta evasione fiscale colossale: si parla di oltre un miliardo e 200 milioni di euro di tasse non versate tra il 2019 e il 2021.

Il cuore dell’accusa risiede nel modo in cui l’azienda gestisce i venditori extra-UE, specialmente quelli cinesi, che utilizzano la sua piattaforma. Secondo gli investigatori, Amazon non avrebbe comunicato correttamente i dati necessari per riscuotere l’IVA. La difesa del colosso punta il dito contro il proprio algoritmo predittivo, che non sarebbe stato programmato per calcolare gli obblighi tributari dei partner stranieri. Per chiudere la vicenda ed evitare guai peggiori, Amazon ha recentemente accettato di versare nelle casse dello Stato circa 723 milioni di euro, ma il danno d’immagine e i rapporti tesi con le istituzioni hanno spinto i vertici a ritirare l’investimento sui droni.

scatola amazon prime
scatola Amazon Prime (fonte: Unsplash)

Oltre ai problemi legali, la consegna tramite drone deve fare i conti con ostacoli pratici non indifferenti. Far volare un velivolo automatico in una città italiana, tra cavi elettrici, monumenti e condomini, è una sfida ingegneristica estrema. La sicurezza deve essere totale per evitare incidenti che porterebbero a cause legali infinite.

A questo si aggiunge un fattore economico: attualmente un corriere su un furgone o una cargo-bike è molto più efficiente. Un solo veicolo terrestre può consegnare decine di pacchi di ogni dimensione in un unico giro, mentre un drone Prime Air è progettato per trasportare un solo oggetto alla volta, con un peso massimo di 2,5 chilogrammi, entro un raggio d’azione limitato a 12 chilometri.

L’azienda ha voluto precisare che, nonostante lo stop ai droni, l’impegno nel nostro Paese resta solido, ricordando i 19 mila dipendenti diretti e gli oltre 25 miliardi di euro investiti negli ultimi quindici anni. Al momento, la sperimentazione dei droni continuerà a gonfie vele solo negli Stati Uniti e nel Regno Unito, dove le condizioni normative e i rapporti con i governi sembrano essere più favorevoli. Per l’Italia, il sogno di veder arrivare lo smartphone ordinato pochi minuti prima direttamente sul balcone di casa tramite un robot volante è, per ora, rimandato a data da destinarsi.

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