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Home » Attualità » “Arc de Trump”, il monumento gigante che divide gli USA: più alto di Parigi e pagato dai contribuenti

“Arc de Trump”, il monumento gigante che divide gli USA: più alto di Parigi e pagato dai contribuenti

Trump presenta l'arco di trionfo più alto del mondo per Washington, ma ci sono già polemiche sui costi e la battaglia legale sul monumento già impazza.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino12 Aprile 2026
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L'arco di Trump
L'arco di Trump (@White House)

Arco di Trionfo o Arc de Trump? L’assonanza è facile considerata la forte personalità del Capo della Casa Bianca che ha annunciato un nuovo progetto per dare un segno tangibile della sua presenza nella capitale degli Stati Uniti, la costruzione del più grande e il più bello arco di trionfo del mondo, destinato a sorgere a Washington D.C.

I rendering ufficiali, preparati dallo studio Harrison Design e diffusi nelle scorse ore attraverso i documenti della United States Commission of Fine Arts, rivelano un monumento di proporzioni eccezionali. L’arco raggiungerebbe un’altezza di circa 76 metri, superando nettamente l’Arc de Triomphe di Parigi e persino l’arco di Città del Messico in Plaza de la República, attualmente il più alto al mondo. Per dare un’idea della scala, la struttura sarebbe più del doppio del vicino Lincoln Memorial, che si ferma a 30 metri.

“I am pleased to announce that TODAY my Administration officially filed the presentation and plans to the highly respected Commission of Fine Arts for what will be the GREATEST and MOST BEAUTIFUL Triumphal Arch, anywhere in the World. This will be a wonderful addition to the… pic.twitter.com/2CkiLuvn9z

— The White House (@WhiteHouse) April 10, 2026

Il progetto prevede un imponente arco in pietra bianca sormontato da una figura alata dorata con torcia e corona, che richiama la Statua della Libertà, affiancata da due aquile anch’esse dorate. Alla base, quattro leoni dorati presidiano i lati del monumento. Le iscrizioni “One Nation Under God” e “Liberty and Justice for All” campeggiano in lettere d’oro rispettivamente sulla facciata principale e sul retro, richiami diretti all’identità e alla retorica patriottica americana.

L’architetto principale è Nicolas Charbonneau, direttore del Sacred Architecture Studio di Harrison Design, professionista noto soprattutto per il suo lavoro su edifici di culto cattolici. L’apertura centrale dell’arco, alta circa 33 metri, è stata progettata per incorniciare la vista di due simboli nazionali: il Lincoln Memorial e il cimitero nazionale di Arlington.

La collocazione scelta amplifica il valore simbolico e le controversie. Il monumento dovrebbe sorgere nella rotatoria di Memorial Circle, sul lato della Virginia del fiume Potomac, in una posizione equidistante tra il Lincoln Memorial e Arlington (dove si trova il cimitero dei caduti).

Secondo il presidente, tutte le grandi capitali del mondo dispongono di archi di trionfo, mentre Washington ne sarebbe priva. Un gap da colmare assolutamente, nella sua idea.

E i soldi? I costi ricadranno in parte sui contribuenti americani. Secondo il piano di spesa del National Endowment for the Humanities, approvato dall’Office of Management and Budget lo scorso settembre, 2 milioni di dollari in fondi speciali e 13 milioni in fondi di compartecipazione sono riservati al progetto. Trump ha inoltre dichiarato l’intenzione di utilizzare parte dei fondi in eccesso destinati alla sala da ballo, attualmente bloccata da un ordine giudiziale.

Il progetto dovrà passare al vaglio della Commission of Fine Arts, un’agenzia federale indipendente fondata nel 1910 che fornisce pareri su questioni di design ed estetica al presidente e al Congresso. La commissione, attualmente composta interamente da membri nominati da Trump, si riunirà il 16 aprile a Washington per esaminare i rendering.

Anche l’arco trionfale è già oggetto di contestazioni legali. Un gruppo di veterani della guerra del Vietnam e uno storico hanno presentato un ricorso a febbraio presso il tribunale federale di Washington, sostenendo che il monumento ostruirebbe la vista dei memoriali del Vietnam e di Lincoln dal cimitero di Arlington. Poi c’è chi, come il deputato democratico Don Beyer, aggiunge: “Mentre gli americani si preoccupano dei costi alle stelle e di un’altra guerra senza fine, il presidente Trump si concentra su un progetto di vanità finanziato dai contribuenti che congestionerà il traffico, bloccherà il nostro orizzonte e si ergerà sopra il terreno sacro dove sono sepolti coloro che hanno servito la nazione, compresi i miei genitori e mia sorella. Non si tratta dei 250 anni dell’America né di onorare i nostri veterani. Si tratta dell’ego di Donald Trump, e lo fermeremo“.

L’Arc de Trump” resta, per ora, un progetto su carta in attesa del verdetto della commissione.

 

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