Un maxi blitz del Ros ha portato all’arresto di Pino Piromalli, detto Facciazza o “sfregiato”, 80enne boss a capo dell’omonima cosca di Gioia Tauro. L’operazione “Res Tauro”, condotta nelle prime ore del 23 settembre 2025, ha visto l’esecuzione di una misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia.
Insieme a Piromalli sono finite in manette altre 25 persone, indagate a vario titolo per associazione di tipo mafioso, estorsione, riciclaggio, autoriciclaggio, detenzione illegale di armi e munizioni, turbata libertà degli incanti, favoreggiamento personale, trasferimento fraudolento di valori, aggravati dal metodo mafioso, nonché di reati in materia di armi.
Le indagini, coordinate dal procuratore Giuseppe Borrelli e dall’aggiunto Stefano Musolino, hanno ricostruito gli assetti e le attività criminali della cosca Piromalli, un’articolazione storica della ‘ndrangheta. Pino Piromalli, scarcerato nel 2021 dopo aver scontato 22 anni di detenzione in regime di 41 bis per associazione mafiosa ed estorsione, era tornato a Gioia Tauro con l’obiettivo di riorganizzare la cosca e ripristinare le “vecchie regole”. Il suo business storico era l’accaparramento degli appalti pubblici per i lavori del porto di Gioia Tauro, uno degli scali più importanti del Mediterraneo.

Il primo arresto di Facciazza, risalente all’11 marzo 1999, lo aveva visto sorpreso dalle forze dell’ordine disarmato e rinchiuso in un bunker con numerose stanze nascoste e protette dall’esterno, e munito anche di una via di fuga segreta che però non aveva fatto in tempo a sfruttare. Nella stanza da letto, un piccolo altare dedicato alla Madonna di Polsi in Aspromonte.
Nonostante la sorveglianza speciale a cui era sottoposto sin dal rilascio, avvenuto l’11 maggio 2021, l’ottantenne Piromalli aveva ripreso il controllo della cosca, dimostrando una sorprendente intraprendenza criminale. Alcune intercettazioni rivelano come si definisse “il padrone di Gioia Tauro“, paragonando la città ad una “tigre” che necessitava di recuperare le sue antiche tradizioni criminali. Questo progetto di “restauro” della cosca, come lo definiva lui stesso, lo ha riportato al vertice dell’organizzazione.
L’arresto di Pino Piromalli rappresenta un duro colpo per la ‘ndrangheta, interrompendo il suo tentativo di ristabilire il vecchio ordine criminale. L’operazione “Res Tauro” dimostra l’impegno costante delle forze dell’ordine nel contrastare la criminalità organizzata e nel garantire la sicurezza del territorio.



