Uno scontro diplomatico senza precedenti ha scosso i rapporti tra Italia e Stati Uniti. Al termine del G7 di Evian, il presidente americano Donald Trump ha rilasciato dichiarazioni durissime sulla presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso di un’intervista esclusiva con il programma “L’aria che tira” su La7. Le parole del presidente Usa hanno innescato una crisi diplomatica che ha portato alla cancellazione di visite ufficiali e alla solidarietà del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Durante la telefonata con il corrispondente Daniele Compatangelo, Trump si è mostrato sprezzante nei confronti della premier italiana: “Mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena“. Il presidente americano ha aggiunto: “Probabilmente è contenta che io le abbia parlato. Non ero obbligato a parlarle“. Le dichiarazioni arrivano in un momento delicato, dopo il Consiglio Europeo che non ha soddisfatto le richieste degli Stati Uniti, soprattutto in materia di armamenti.
La risposta di Giorgia Meloni non si è fatta attendere ed è stata netta e determinata. “Sono allibita“, ha dichiarato la presidente del Consiglio, definendo le affermazioni di Trump “inventate”. Meloni ha proseguito con parole che hanno toccato il senso di dignità nazionale: “Non so perché il presidente Usa si comporti così con i propri alleati. Non è la prima volta che accade. Posso solo dire che dispiace non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente e con leadership con cui si dimostra molto più accondiscendente“.
La frase più significativa della replica italiana è stata un messaggio chiaro all’indirizzo di Washington: “Una cosa se la deve ricordare: io e l’Italia non imploriamo mai“. Questa dichiarazione ha rappresentato un momento di rottura nei rapporti tra i due leader, che fino a poche ore prima sembravano cordiali dopo l’incontro al G7.
Dopo l’episodio, la presidente del Consiglio ha ricevuto una telefonata di solidarietà da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, gesto che sottolinea la gravità istituzionale della vicenda. Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha reagito con decisione, cancellando il viaggio a Miami previsto per il 21 e 22 giugno e definendo le parole di Trump “gravi” e “offensive” nei confronti dell’Italia intera.
Le reazioni del mondo politico italiano sono state trasversali e hanno mostrato una rara compattezza istituzionale di fronte a quello che è stato percepito come un attacco alla dignità nazionale. Carlo Calenda ha scritto su X: “Trump è un mentitore seriale nonché un bullo da operetta. Personalmente non credo che Meloni abbia implorato alcunché. In ogni caso questi insulti vanno respinti in quanto ledono l’onore della Nazione“.
#Trump e’ un mentitore seriale nonché un bullo da operetta. Personalmente non credo affatto che @GiorgiaMeloni abbia implorato alcunché. In ogni caso questi insulti vanno respinti in quanto ledono l’onore della Nazione. pic.twitter.com/33lKEBC6oI
— Carlo Calenda (@CarloCalenda) June 19, 2026
Anche Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha espresso solidarietà definendo le frasi di Trump “orripilanti, come sempre“, pur criticando i precedenti rapporti tra Meloni e il presidente Usa: “Cara Presidente, hai finalmente capito che allearsi con quella gente lì significa essere contro l’Italia? Ora basta cappellini Maga e basta ponti con Trump“.
Dall’opposizione, Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra ha dichiarato: “Non so se essere più preoccupato per un Trump ormai senza freni o per la credibilità pari a zero di Meloni a livello internazionale“. Angelo Bonelli dello stesso partito ha sostenuto che le parole di Trump sono “conseguenza della politica di subalternità” di Meloni verso gli Usa, aggiungendo che la premier “non è più in grado di rappresentare l’Italia“.
