Questa mattina polizia belga ha fatto irruzione nelle sedi del Collegio d’Europa a Bruges e del Servizio europeo per l’azione esterna a Bruxelles, portando al fermo di tre persone, tra cui Federica Mogherini, ex ministra degli Esteri italiana e attuale rettrice del prestigioso istituto universitario.
Mogherini, 52 anni, ha guidato la diplomazia europea dal 2014 al 2019 durante la Commissione Juncker. Dal 2020 dirige il Collegio d’Europa e la nuova Accademia diplomatica europea, proprio il programma finito nel mirino degli investigatori.
Insieme a lei sono stati fermati Stefano Sannino, ex numero uno del servizio diplomatico europeo e ora dirigente della Commissione per il Mediterraneo, e un amministratore del Collegio. Sannino ha avuto una lunga carriera diplomatica, rappresentando l’Italia a Bruxelles e lavorando con ministri come Fassino e Letta tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del 2000.
L’operazione è scattata su richiesta della Procura europea, con il supporto dell’Ufficio antifrode dell’Unione. Gli investigatori sospettano che tra il 2021 e il 2022 siano stati commessi diversi reati: frode negli appalti pubblici, corruzione, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale.
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Al centro dell’inchiesta c’è l’assegnazione dell’Accademia diplomatica dell’Unione europea al Collegio d’Europa: un corso di formazione di nove mesi per cinquanta giovani diplomatici europei. Secondo gli inquirenti, durante la gara d’appalto potrebbero essere state violate le regole sulla concorrenza leale, con informazioni riservate condivise anticipatamente con uno dei candidati.
Il sospetto principale? Che i rappresentanti del Collegio d’Europa abbiano ricevuto in anticipo i criteri di selezione prima della pubblicazione ufficiale del bando.
C’è un altro elemento che ha insospettito gli investigatori: nel 2022 il Collegio d’Europa ha comprato un edificio a Bruges per 3,2 milioni di euro, destinato a ospitare i partecipanti dell’Accademia. L’acquisto è avvenuto poco prima che il servizio diplomatico europeo bandisse una gara poi vinta dal Collegio stesso per un finanziamento di 654.000 euro. Una coincidenza temporale che ha fatto scattare l’allarme.
All’alba di martedì, una decina di agenti in borghese è entrata nelle sedi istituzionali intorno alle 7:30, sequestrando documenti sia negli uffici che in alcune abitazioni private. Prima delle perquisizioni, la Procura europea ha ottenuto la revoca dell’immunità degli indagati, una procedura necessaria per procedere contro funzionari di alto livello.
L’indagine è condotta insieme a un giudice istruttore delle Fiandre Occidentali, la provincia belga dove si trova Bruges. I fatti erano stati inizialmente segnalati all’Ufficio europeo per la lotta antifrode, che poi ha passato il caso alla Procura europea.
La Procura europea, istituita nel 2021, è un organismo indipendente incaricato di combattere le frodi ai danni dei fondi dell’Unione. A differenza dell’Ufficio antifrode, questo nuovo organo ha poteri più ampi: può indagare, perseguire e portare in tribunale chi commette reati che danneggiano gli interessi finanziari europei, inclusi corruzione, riciclaggio di denaro e frode.
Le indagini proseguono ora per stabilire l’esatta portata delle violazioni e le responsabilità individuali di ciascun indagato.



