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Home » Attualità » Bronson Battersby, la storia del bambino di due anni morto di stenti

Bronson Battersby, la storia del bambino di due anni morto di stenti

La storia del piccolo Bronson Battersby, morto di stenti a due anni, accanto a suo padre Kenneth, morto di infarto. Il dolore e le accuse della madre Sarah Piesse.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti19 Gennaio 2024
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Bronson Battersby e il padre Kenneth
Bronson Battersby e il padre Kenneth - Fonte: Informazione.it

Bronson Battersby è il bambino di due anni ritrovato morto il 9 gennaio 2024 a Skegness nel Lincolnshire in Gran Bretagna, accanto al corpo di suo padre Kenneth Battersby, di 60 anni, stroncato da un infarto. Il piccolo sembra sia deceduto a causa degli stenti e della fame. Il tutto due settimane dopo la morte effettiva del genitore cui era stato affidato per le vacanze di Natale. La madre del bambino, Sarah Piesse, di 43 anni, non riesce a darsi pace al pensiero che Bronson sia morto di fame e sete.

Bronson era in affidamento condiviso tra i suoi genitori e, proprio per questo, era stato deciso che avrebbe trascorso le feste con il padre. Una condizione, però, su cui i servizi sociali avevano il compito di vigilare. In effetti, sembra che questi avessero bussato alla porta dell’abitazione per aver notizie il 2 e il 4 gennaio. In entrambi i casi, però, non hanno ricevuto alcuna risposta.

Bronson Battersby
Una foto del piccolo Bronson Battersby – foto da Facebook

Immediata è seguita una segnalazione alla polizia che, però, non ha ritenuto di dover controllare ulteriormente. Questa, infatti, non è intervenuta prima del 9 gennaio quando, ormai, era troppo tardi per salvare il piccolo Bronson.

Il referto del medico legale, poi, ha escluso il decesso per avvallamento da monossido di carbonio. In sostanza, dunque, è possibile affermare che Kenneth sia deceduto per infarto mentre il piccolo per solitudine e mancanza di una catena sociale in grado di controllare, prevenire e correre ai ripari.

A scoprire il corpo di Kenneth e suo figlio è stata Maria Clifton-Plaice, una vicina di casa e amica, insieme a due operatori dei servizi sociali. Quando la donna ha aperto la porta e ha visto Kenneth steso sul pavimento, ha capito subito che era morto, ma non si aspettava che dietro di lui, aggrappato alla sua gamba, ci fosse anche il corpicino di Bronson. “Non me lo sarei mai aspettato e non credo che lo supererò mai”
Con padre e figlio morti, c’era anche il cane Skylar, fortemente provato, ma vivo. Daily Mail spiega che i vicini hanno sentito Bronson chiamare suo padre più volte, alle quattro del mattino, intorno a Capodanno, ma hanno sentito anche rumore di pentole e stoviglie che cadevano e hanno pensato che si trattasse del cane.

Questa è anche l’accusa rivolta dalla madre Sarah Piesse, 43 anni, cui è toccato il doloroso compito di riconoscere il corpo di suo figlio. La donna, infatti, ha rivolto una critica non proprio velata ai servizi sociali, i quali erano perfettamente a conoscenza delle condizioni di salute precarie del suo ex compagno e, quindi, dei rischi che Bronson avrebbe potuto correre.

Bronson Battersby con sua madre
Bronson Battersby con sua madre Sarah Piesse – fonte: The Sun

“Era un bambino sempre sorridente, a cu piacevano le coccole, non piangeva mai” – ha spiegato Piesse. La donna non riesce a darsi pace perché la porta del frigorifero era troppo in alto perché Bronson potesse aprirla e prendere qualcosa da mangiare. Allo stesso modo, suo padre aveva collocato molti snack su mensole più alte, per evitare che Bronson prendesse qualcosa da solo e mangiasse troppi snack fuori dai pasti.

Sta di fatto che su questo caso è stato aperta un’inchiesta, il cui esito è atteso per il 2 febbraio. Dopo due settimane, poi, si pronunceranno gli esperti della Commissione Nazionale sulla salvaguardia dei minori. L’operatore del Comune incaricato di vigilare sul bambino, comunque, si è intanto autosospeso.

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