Antonella Bundu, è un nome che incarna un mix unico di culture, esperienze e impegno politico. Figlia di padre sierraleonese, Francis, e madre fiorentina, Daniela, la sua vita è stata un viaggio tra continenti e ideali, culminato nella candidatura a sindaco di Firenze nel 2019, diventando la prima donna nera a raggiungere questo traguardo in una grande città italiana. Oggi, si presenta come candidata presidente della Regione Toscana per la coalizione Toscana Rossa, una lista civica radicale e solidale di sinistra. La storia di Antonella Bundu, però, non è fatta solo di impegno sociale e politico. Un capitolo importante vede al centro l’ambito familiare e privato. In particolare la sua relazione, ora terminata, con il cantante e leader dei Litfiba Piero Pelù, da cui ha avuto una figlia, Zoe, nel 2004.
Nelle scorse ore, con un post su Facebook, ha risposto ad alcuni insulti razzisti provenienti dall’estrema destra, mostrando una banana. Un’ironia inaspettata che si è dimostrata più forte di mille proclami, Ed è anche per questo che è interessante capire chi sia questa figura che incarna alla perfezione i valori e la modernità di un mondo sempre più connesso.

Nata a Firenze nel 1969, Antonella ha trascorso parte della sua infanzia in Sierra Leone, per poi trasferirsi a Liverpool dove ha lavorato come bibliotecaria e si è impegnata con Oxfam, sviluppando una forte coscienza sociale. L’esperienza inglese, in un quartiere difficile e multietnico, ha contribuito a formare la sua sensibilità verso le tematiche dell’inclusione e della giustizia sociale.
Il ritorno nella città natia nel 1989 ha segnato una nuova fase della sua vita. Mentre studiava alla Scuola Superiore Interpreti e Traduttori, lavorava in locali storici come il Sahara Desert e il Cabiria, luoghi di incontro e scambio culturale. Questo periodo ha consolidato il suo legame con la città e le sue radici fiorentine.
L’impegno politico di Antonella Bundu, dunque, si è manifestato in diverse forme, dalla collaborazione con Oxfam alla partecipazione al Social Forum, dal sostegno al referendum sull’acqua pubblica alle manifestazioni contro il razzismo. La sua è una sinistra vera, come lei stessa la definisce, che non ha paura di schierarsi e di difendere i valori dell’antifascismo, dell’uguaglianza e della solidarietà.
La candidatura a sindaco di Firenze nel 2019, seppur non vittoriosa, le ha permesso di ottenere un seggio in consiglio comunale, dove ha guidato il gruppo di opposizione Sinistra Progetto Comune, occupandosi di politiche abitative, turismo sostenibile, condizione delle donne immigrate e ambiente. La sua visione politica si concentra sulla necessità di una Firenze a misura di cittadino, contrastando il turismo mordi e fuggi e promuovendo un modello di sviluppo più equo e inclusivo.
Oggi, con la candidatura alla presidenza della Regione Toscana, si propone come alternativa sia alla destra che al centro-sinistra, con un programma che punta sul potenziamento della sanità pubblica, l’introduzione di un salario minimo regionale, il diritto alla casa, la tutela dell’ambiente e politiche di integrazione.



