Piergiorgio Odifreddi, nato a Cuneo il 13 luglio 1950, è un matematico, logico e saggista italiano noto per la sua poliedrica attività intellettuale. Oltre alla matematica, i suoi scritti spaziano dalla divulgazione scientifica alla storia della scienza, dalla politica alla religione, dall’esegesi alla filologia.
Dopo aver trascorso i primi anni di scuola in istituti religiosi, frequentando persino il seminario vescovile di Cuneo, Odifreddi (che sognava di diventare Papa) abbandona questa strada nel 1964. Prosegue gli studi all’Istituto Tecnico per Geometri, per poi laurearsi con lode in logica matematica all’Università di Torino nel 1973. Approfondisce la sua specializzazione negli Stati Uniti, presso l’Università dell’Illinois e l’Università della California, e successivamente in Unione Sovietica, all’Università di Novosibirsk.
Proprio in Unione Sovietica, Odifreddi vive un’esperienza difficile: viene trattenuto per alcuni mesi e condannato a 14 anni di carcere per “attività anti sovietiche”. Come racconta nel suo libro, la sua detenzione sembra essere stata una ritorsione per l’arresto in Italia di una spia sovietica. Solo grazie all’intervento diplomatico del governo italiano con il ministro degli Esteri, Giulio Andreotti, Odifreddi viene rilasciato dopo sei mesi.
La carriera accademica di Odifreddi lo vede impegnato come professore di logica all’Università di Torino dal 1983 al 2007. Ricopre inoltre il ruolo di visiting professor in prestigiose università internazionali, tra cui la Cornell University, l’Università Monash di Melbourne, l’Accademia Sinica di Pechino e la Columbia University.
Parallelamente all’attività accademica, Odifreddi si dedica alla divulgazione scientifica, collaborando con diverse testate giornalistiche, tra cui La Repubblica (con cui la collaborazione finì per le sue posizioni favorevoli alla Palestina), L’Espresso e Le Scienze, dove tiene la rubrica “Il matematico impertinente”.
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La sua produzione saggistica è vasta e affronta temi che spaziano dalla letteratura alla musica, dalla pittura alla filosofia e alla teologia. Proprio in quest’ultimo campo, Odifreddi si è distinto per le sue posizioni critiche nei confronti della religione. Del resto, come ha raccontato nel programma di Peter Gomez, La confessione, ha candidamente ammesso che chi studia in una scuola religiosa per forza di cose diventa ateo.
Le sue opere, spesso provocatorie, hanno suscitato dibattiti e polemiche, contribuendo a rendere Odifreddi una figura pubblica di spicco nel panorama intellettuale italiano. Una figura che non ha paura di esprimersi. Come quando, in merito alla morte di Charlie Kirk, ha detto: “Sparare a Martin Luther King e sparare a un rappresentante Maga non è la stessa cosa“.
La frase ha fatto infuriare la premier Giorgia Meloni che ha ribattuto duramente: “Ora io vorrei chiedere a questo illustre professore cosa intenda esattamente: intende che ci sono persone a cui è legittimo sparare in base alle loro idee? O a cui è meno grave sparare sempre perché non condividiamo le loro idee o a cui è comunque comprensibile che venga voglia di sparare in base alle idee?“.
Anche in questo caso la risposta di Odifreddi è stata chiara: “Non condivido l’azione, io sono contro le armi, non ho fatto il militare ma l’accompagnatore per i non vedenti, e ho fatto un’affermazione semplicemente sensata“.



