La storia di Xu Bo, 48 anni, fondatore della Duoyi Network e miliardario cinese arricchitosi grazie ai giochi online di fantasy, è emersa quando Amy Pellman, giudice per la famiglia di Los Angeles, ha notato un numero sospetto di pratiche di riconoscimento di paternità tutte legate al suo nome. La magistrata ha così sospeso le procedure, portando alla luce un fenomeno che coinvolge sempre più ricchi cinesi: l’utilizzo di agenzie di surrogazione negli Stati Uniti per generare eredi senza alcun legame matrimoniale o affettivo.
Secondo quanto rivelato dal Wall Street Journal, Xu Bo avrebbe già almeno cento figli nati da madri surrogate, tutti maschi, attualmente affidati alle cure di levatrici a Irvine, in California. L’aspetto più inquietante della vicenda è che il miliardario non avrebbe mai incontrato questi bambini. Durante un’udienza in video con la giudice californiana nell’estate del 2023, Xu ha spiegato di non aver ancora visto i suoi figli perché troppo impegnato con il lavoro, ma ha assicurato di voler presto portarli in Cina.
La filosofia alla base di questo programma di procreazione è semplice quanto disturbante: accumulare un numero sufficiente di eredi tra i quali selezionare il successore più adatto alla guida del suo impero economico. Una pratica che ricorda le dinastie imperiali cinesi, dove gli imperatori sceglievano tra i numerosi figli quello ritenuto migliore per ereditare il trono.
Ma i numeri potrebbero essere ancora più impressionanti. Tang Jing, ex compagna di Xu Bo, ha dichiarato sui social media cinesi che il tycoon avrebbe generato oltre 300 bambini sparsi tra Stati Uniti e Cina, alcuni attraverso maternità surrogata, altri da relazioni con amanti mai formalizzate. La donna, attualmente coinvolta in una battaglia legale per la custodia delle due figlie avute con Xu, ha affermato di aver cresciuto per anni undici dei suoi figli. “Quel numero potrebbe essere persino sottostimato, ma certamente non è esagerato”, ha scritto Tang Jing in un post del 15 novembre.
Ufficialmente, Xu Bo avrebbe dodici figli da sei donne diverse, nessuna delle quali sposata. Quando gli è stato chiesto perché non si sia mai sposato, il miliardario ha risposto: “Io non credo nel matrimonio, perché spesso le coppie divorziano e le donne pagano il prezzo più alto. Ritengo invece che se un uomo e una donna si uniscono senza ufficialità, nel caso di un litigio è tutto più semplice”.
Chinese gaming billionaire reportedly sires more than 100 surrogate kids in US, hopes they’ll marry Elon Musk’s children https://t.co/c7XwJhZtJU pic.twitter.com/uUlhxDuDgn
— New York Post (@nypost) December 14, 2025
Un video pubblicato nel 2022 su un account collegato a Xu mostra decine di bambini seduti in una villa che, all’apparire della telecamera, si alzano in piedi e corrono verso l’obiettivo gridando “Papà!” in cinese. La didascalia recita: “Immaginate un gruppo di bambini che corrono verso di voi, come vi fa sentire? Date un’occhiata. Oltre alla persona amata, cosa c’è di più carino dei bambini?”
Durante l’udienza californiana del 2023, Xu Bo ha dichiarato apertamente alla giudice di voler generare almeno venti figli americani, specificamente maschi perché “superiori alle femmine”, destinati a prendere il controllo della sua azienda. La giudice Pellman ha respinto la sua richiesta di diritti genitoriali, lasciando i bambini non ancora nati in un limbo legale e rivelando un’industria fiorente di agenzie di surrogazione che aiutano ricchi uomini d’affari cinesi ad avere figli nati negli Stati Uniti.
L’aspirazione dinastica di Xu Bo sarebbe stata ispirata da Elon Musk, che secondo voci non confermate avrebbe offerto il proprio sperma a amici e conoscenti per espandere la propria dinastia. Su Weibo, il social network cinese, Xu avrebbe pubblicato fantasie sui suoi figli che un giorno potrebbero sposare i figli di Musk, creando una sorta di alleanza tra dinastie moderne.
Il caso di Xu Bo non è isolato. Il fenomeno della surrogazione per i ricchi cinesi si sta espandendo rapidamente nella Repubblica Popolare, dove sono nate decine di agenzie specializzate. L’obiettivo non è solo garantire la continuità familiare, ma anche sfruttare il potere del denaro per selezionare caratteristiche genetiche materne desiderate: bellezza, intelligenza, forza fisica.
Wang Huiwu, un importante manager cinese, secondo il Wall Street Journal avrebbe pagato modelle americane e altre donne considerate “superiori” per ottenere ovuli, con l’obiettivo di procreare dieci bambine destinate, una volta cresciute, a essere date in matrimonio ad altrettanti uomini di potere. Lo scopo dichiarato è stringere alleanze tra famiglie influenti, esattamente come avveniva nella Cina imperiale.
Accanto a questi casi estremi, esistono molti ricchi cinesi che ricorrono alla surrogazione per mancanza di tempo, età avanzata o semplicemente per evitare i vincoli di una relazione. Ci sono anche coppie omogenitoriali che, non essendo riconosciute legalmente in Cina, trovano in questa pratica l’unica possibilità di avere figli.
Il portavoce della Duoyi Network ha definito le rivelazioni del Wall Street Journal “pura fantasia”, ma non ha fornito smentite specifiche quando richiesto. Le ricerche online in Cina confermerebbero invece molti dei dettagli emersi, con numerosi post e video sui social media collegati all’identità del miliardario.
La vicenda rappresenta un paradosso della Cina contemporanea: un paese che ha assimilato rapidamente tecnologia e scienza occidentali, ma i cui nuovi ricchi si comportano nello spazio privato esattamente come i signori feudali delle dinastie imperiali. Una regressione che avrebbe fatto inorridire Mao Zedong, che durante la Rivoluzione culturale aveva ordinato alle guardie rosse di distruggere “i quattro vecchi”: costumi, abitudini, cultura e pensiero tradizionali, considerati ostacoli alla società socialista.
Oggi, gli alfieri della Cina che conquista i mercati globali si ritrovano a gestire famiglia e discendenza con metodi che ricordano i film in costume, dove ricchi signori con mogli numerose concedevano privilegi solo a chi generava eredi maschi. Una distopia che non appartiene più solo ai racconti di fantascienza, ma è diventata realtà grazie al denaro e alle leggi permissive sulla maternità surrogata negli Stati Uniti.


