Il 17 dicembre 2020, a Padova, si spegneva a 69 anni Donato Bilancia, l’uomo che l’Italia ricorda, assieme al Mostro di Firenze, come uno dei serial killer più efferati. Condannato a 13 ergastoli per aver commesso 17 omicidi tra ottobre 1997 e aprile 1998 tra Liguria e Basso Piemonte, Bilancia aveva terrorizzato l’intero Paese con una scia di sangue che gli era valsa i soprannomi di Mostro della Liguria, Killer dei Treni e Serial Killer delle Prostitute.
La sua rabbia esplose dopo una truffa subita al tavolo da gioco, ma le radici del suo male affondavano in un’infanzia segnata da umiliazioni e violenze psicologiche subite dai genitori. Nato a Potenza il 10 luglio 1951, Bilancia era un uomo solo, un giocatore d’azzardo che si faceva chiamare “Walterino” per rinnegare le sue origini meridionali e che, dopo il suicidio del fratello Michele nel 1987, aveva sviluppato un odio profondo verso il mondo e in particolare verso le donne.
Per anni, in carcere, Bilancia è rimasto un uomo “selvaggio”, chiuso in un mutismo feroce. La svolta avvenne grazie all’incontro con il cappellano del carcere di Padova, don Marco Pozza. Il segreto fu trattarlo con un rispetto che lui stesso non credeva di meritare, chiamandolo “signor Donato”. Questo gesto scardinò le sue difese più di qualunque punizione.

Negli ultimi anni di vita, l’uomo che aveva seminato il terrore iniziò a frequentare la chiesa, sedendosi in fondo per nascondere le lacrime. Arrivò a confessarsi per quattro ore di fila, un momento in cui, secondo il sacerdote, emerse tutta la lotta interiore tra il male compiuto e un barlume di umanità. Alla fine della confessione invece di recitare l’Ave Maria disse, uno per uno, i nomi di tutte le persone che aveva ucciso.
Nonostante avesse chiesto che le sue ceneri venissero gettate nell’immondizia, perché si sentiva lui stesso uno scarto, Bilancia scelse di usare la sua pensione per aiutare segretamente una famiglia in difficoltà e un bambino disabile. Un modo silenzioso per dire che, se non poteva ridare la vita a chi l’aveva persa per mano sua, poteva almeno sostenerne altre.
Donato Bilancia è morto di Covid il 17 dicembre 2020. Al suo funerale non c’era folla, ma diciassette sedie vuote, ognuna con un fiore e il nome di una delle persone che aveva ucciso.
Bilancia non si perdonò mai.



