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Home » Attualità » Laura Santi se n’è andata sorridendo, nel suo letto a Perugia: chi era la donna che ha scelto di morire da libera

Laura Santi se n’è andata sorridendo, nel suo letto a Perugia: chi era la donna che ha scelto di morire da libera

Addio a Laura Santi, prima in Umbria a scegliere il suicidio assistito: "Non potete capire che senso di libertà"
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino22 Luglio 2025
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Laura Santi
Laura Santi (fonte: Vanity Fair)

Laura Santi, giornalista perugina di 50 anni, è deceduta nella sua abitazione di Perugia dopo essersi autosomministrata un farmaco letale, diventando la prima persona in Umbria e la nona in Italia a ricorrere al suicidio assistito. Affetta da una forma progressiva e avanzata di sclerosi multipla, diagnosticata oltre 25 anni fa, Santi ha affrontato un lungo e complesso iter giudiziario per vedere riconosciuto il suo diritto a decidere del proprio fine vita, come previsto dalla sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale. Un percorso legale lungo tre anni.

La sua battaglia è iniziata nel 2022, quando ha presentato la richiesta alla Asl Umbria 1 per accedere al suicidio assistito (diverso dall’eutanasia). Il percorso è stato tortuoso, con denunce, diffide, un ricorso d’urgenza e un reclamo contro l’azienda sanitaria. Solo nel novembre 2024 una relazione medica ha confermato che Santi soddisfaceva i requisiti richiesti, ovvero una malattia irreversibile, sofferenze intollerabili, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e capacità di intendere e volere. A giugno 2025, il collegio medico e il comitato etico hanno validato il protocollo farmacologico, permettendole di procedere. La scelta di morire a casa, accanto al marito Stefano, è stata descritta come un atto di dignità e libertà, in linea con i suoi valori.

Nata a Perugia, Laura Santi è stata una giornalista di talento e una consigliera dell’Associazione Luca Coscioni, da anni in prima linea per i diritti civili e l’eutanasia legale. La sclerosi multipla, che l’ha colpita per oltre due decenni, non ha fermato il suo impegno. Attraverso articoli, interventi pubblici e il podcast di Chora Media, Una fame disperata di vita, ha raccontato la sua lotta per la libertà di scelta, denunciando le lentezze burocratiche e l’ingerenza politica nel dibattito sul fine vita.

Nella sua ultima apparizione televisiva, nella trasmissione Il cavallo e la torre, condotta da Marco Damilano su Rai 3, ha mostrato ancora una volta una tempra incredibile, scherzando con suo marito, Stefano, amore della vita.

Sofferenza è la parola che usi di più, l’altra parola è decisione. Tu ora hai in mano quel pezzo di carta, sei libera di esercitare quella possibilità. Ma anche di non farlo.

Marco Damilano intervista Laura Santi#ilcavalloelatorre pic.twitter.com/1IFkRnyoAp

— Il cavallo e la torre (@CavalloTorre) June 14, 2025

Santi ha affidato le sue ultime parole a una nota diffusa poi dall’Associazione Luca Coscioni:

“La vita è degna di essere vissuta, se uno lo vuole, anche fino a 100 anni e nelle condizioni più feroci, ma dobbiamo essere noi che viviamo questa sofferenza estrema a decidere e nessun altro. Io sto per morire. Non potete capire che senso di libertà dalle sofferenze, dall’inferno quotidiano che ormai sto vivendo. O forse lo potete capire. State tranquilli per me. Io mi porto di là sorrisi, credo che sia così. Mi porto di là un sacco di bellezza che mi avete regalato. E vi prego: ricordatemi“.

Donna di grande sensibilità, ha sempre sottolineato l’importanza di una legge nazionale che tuteli i malati e il loro diritto all’autodeterminazione. Fino alla fine.

 

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