Si è spenta ieri mattina, 30 dicembre 2025, Tatiana Schlossberg, giornalista specializzata in ambiente e clima. Aveva 35 anni e da oltre un anno combatteva contro una leucemia mieloide acuta, un tumore aggressivo del sangue e del midollo osseo. A dare la notizia è stata la famiglia attraverso un messaggio sui social della John F. Kennedy Presidential Library and Museum: “La nostra amata Tatiana ci ha lasciati questa mattina. Rimarrà per sempre nei nostri cuori”.
Tatiana era figlia di Caroline Kennedy, ex ambasciatrice degli Stati Uniti, e del designer Edwin Schlossberg. Ma soprattutto era la nipote di John F. Kennedy, il 35esimo presidente americano assassinato nel 1963, e di Jacqueline Bouvier Kennedy Onassis, icona di stile e figura storica del Novecento. Un cognome pesante, che porta con sé decenni di storia americana.
La diagnosi era arrivata nel modo più crudele possibile, poche ore dopo aver dato alla luce la sua seconda figlia. Durante i controlli di routine post-parto, i medici avevano notato valori anomali dei globuli bianchi. Gli esami successivi avevano rivelato una forma rara e aggressiva di leucemia, con una mutazione genetica chiamata “Inversion 3” che colpisce solitamente persone molto più anziane e offre poche speranze di guarigione.
Solo un mese fa, data simbolica perché anniversario dell’assassinio di suo nonno JFK, Tatiana aveva deciso di rendere pubblica la sua condizione attraverso un lungo e toccante saggio sul New Yorker. Nel testo raccontava non solo la battaglia medica fatta di chemioterapia, due trapianti di cellule staminali e sperimentazioni cliniche, ma anche le sue riflessioni sulla mortalità, sulla famiglia e sul peso di essere una Kennedy.
In quel saggio Tatiana aveva preso una posizione netta e coraggiosa. Aveva criticato duramente il cugino Robert F. Kennedy Jr., attuale segretario alla Sanità degli Stati Uniti, definendolo “un imbarazzo” per le sue posizioni contro i vaccini e la ricerca medica finanziata dallo Stato. Una critica che arrivava da chi sulla ricerca scientifica aveva riposto le ultime speranze di vita. I medici le avevano detto che una delle sperimentazioni cliniche poteva prolungarle la vita “per un anno, forse”. Non è bastato.
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Tatiana Celia Kennedy Schlossberg era nata il 5 maggio 1990 a New York. Cresciuta tra Manhattan e Martha’s Vineyard, la tenuta della nonna Jacqueline, aveva studiato Storia a Yale e poi conseguito un master all’Università di Oxford. Ma più che la politica dinastica dei Kennedy, aveva scelto il giornalismo come sua strada.
Dopo esperienze in piccole testate locali, nel 2014 era entrata al New York Times, prima nella redazione Metro e poi nella sezione Scienza. Si era fatta notare per articoli rigorosi e appassionati su cambiamento climatico, sostenibilità e impatto ambientale. Ha scritto anche per The Atlantic, The Washington Post e Vanity Fair.
Nel 2019 aveva pubblicato il libro “Inconspicuous Consumption: The Environmental Impact You Don’t Know You Have” (I consumi invisibili: l’impatto ambientale che non sai di avere), un’analisi di come le nostre azioni quotidiane influenzino il pianeta. Il libro aveva vinto nel 2020 il prestigioso Rachel Carson Environment Book Award, riconoscimento importante nel mondo del giornalismo ambientale.
Tatiana lascia il marito George Moran, medico sposato nel 2017, e i loro due figli: Edwin di tre anni e la figlia più piccola, nata nel maggio 2024. Nel suo ultimo scritto pubblico aveva confessato la paura più grande: “Il mio primo pensiero è stato che i miei figli non si ricorderanno di me”.
