Completo nero e camicia bianca. Chiara Ferragni si è presentata per la prima volta al Palazzo di Giustizia di Milano per partecipare alla seconda udienza pre dibattimentale del processo che la vede imputata per truffa aggravata. Al centro dell’accusa ci sono i casi del Pandoro Pink Christmas e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi. Fuori dall’aula, l’influencer e imprenditrice ha rivolto poche parole ai cronisti che l’attendevano:
Grazie per l’attenzione, grazie di essere qua. È una fase sicuramente difficile della mia vita e penso mi capirete se non mi sento di fare ulteriori dichiarazioni, però grazie di essere qua e andiamo avanti.
L’udienza si è tenuta a porte chiuse davanti al giudice Ilio Mannucci Pacini. Insieme alla Ferragni, assistita dagli avvocati Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, sono imputati anche Fabio Maria Damato, suo ex braccio destro, e Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia. L’imputazione per Alessandra Balocco è invece caduta dopo la sua morte lo scorso agosto.
La giornata è stata principalmente dedicata alla discussione sulla costituzione delle parti civili. I legali dell’influencer hanno confermato che chiederanno il processo con rito abbreviato, una scelta processuale che permette uno sconto di pena in caso di condanna. Il giudice ha aggiornato il procedimento al 19 novembre, quando si pronuncerà sulla richiesta dell’unica parte civile rimasta in gioco.
Le udienze per il rito abbreviato sono già state fissate per il 25 novembre e il 19 dicembre, mentre la sentenza è attesa per gennaio 2026. Ferragni ha sempre dichiarato la propria innocenza e sin dal principio ha manifestato l’intenzione di partecipare alle udienze per dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati.
Secondo l’accusa sostenuta dalla Procura di Milano, le campagne del Pandoro Pink Christmas del 2022 e delle uova di Pasqua del 2021 e 2022 avrebbero ingannato i consumatori. Gli acquirenti sarebbero stati indotti a credere che, comprando i prodotti a un prezzo maggiorato, stessero contribuendo direttamente a una donazione benefica per l’Ospedale Regina Margherita di Torino e per l’associazione I Bambini delle Fate.
In realtà, secondo i pubblici ministeri che hanno coordinato le indagini della Guardia di Finanza, l’accordo era diverso. Per il pandoro, la Balocco aveva già effettuato una donazione fissa di 50.000 euro mesi prima, indipendentemente dalle vendite, mentre le società della Ferragni avrebbero incassato oltre un milione di euro per la licenza e la promozione. Per la Procura si tratterebbe di un ingiusto profitto di circa 2,2 milioni di euro totali tra le due operazioni.
La difesa della Ferragni ha sempre sostenuto che si sia trattato di un errore di comunicazione. Sul fronte amministrativo, l’ex moglie di Fedez ha già effettuato donazioni riparatorie per un totale di 3,4 milioni di euro, chiudendo così quella parte della vicenda.
Nel corso dell’udienza, però, è emerso un dettaglio significativo riguardo alle parti civili. Diverse associazioni e persino una signora di 76 anni, che avevano inizialmente chiesto di costituirsi parte civile, hanno ritirato la loro istanza dopo aver raggiunto accordi di risarcimento extragiudiziali. Dopo una dura battaglia, grazie a un accordo, anche il Codacons aveva ritirato la sua denuncia, mentre la pensionata ha accettato un risarcimento da 500 euro.
L’unica a rimanere in campo è l’associazione Casa del Consumatore, che ha rifiutato un accordo transattivo da 5.000 euro. L’associazione, come aveva spiegato in una nota, ha ritenuto la somma irrisoria rispetto ai profitti di ben 2,7 milioni di euro e ha proposto in alternativa uno o due reel social per dimostrare il ravvedimento dell’influencer e il suo impegno nel far conoscere un’app dedicata ai consumatori.
I legali della Ferragni si sono opposti alla costituzione di parte civile dell’associazione e ora la decisione spetta al giudice, che si pronuncerà il 19 novembre.



