Quattro fratelli adulti hanno intentato una causa legale contro l’estate di Michael Jackson, accusando il defunto re del pop di traffico di minori e abusi sessuali subiti quando erano bambini. La denuncia, depositata venerdì 27 febbraio, rappresenta un nuovo capitolo nelle controverse vicende giudiziarie che hanno accompagnato l’eredità del cantante, morto nel 2009 all’età di 50 anni.
I fratelli Edward, Dominic, Marie-Nicole e Aldo Cascio hanno presentato un esposto di 23 pagine in cui sostengono che Jackson li avrebbe manipolati, drogati e abusati sessualmente per oltre un decennio, a partire da quando alcuni di loro avevano appena sette o otto anni. Secondo la denuncia, il cantante avrebbe sfruttato la sua ricchezza, il suo status di celebrità e una rete di dipendenti e consulenti per isolare i bambini dagli adulti, somministrare loro droghe e alcol, esporli a materiale pornografico e abusare di ciascuno di loro individualmente.

La relazione tra la famiglia Cascio e il cantante ebbe inizio nel 1984, in un contesto apparentemente professionale e amichevole. Il padre dei ragazzi, Dominic, lavorava come manager presso l’Helmsley Palace di New York, una delle residenze preferite di Jackson durante i suoi soggiorni nella metropoli. Col tempo, l’artista strinse un legame profondo con l’intero nucleo familiare, diventando una presenza costante nella loro casa nel New Jersey. I racconti dell’epoca descrivono un Jackson premuroso, dedito a scherzare con i bambini e interessato alla loro quotidianità, un comportamento che oggi viene riletto dalla denuncia come una sofisticata strategia di manipolazione.
Secondo quanto riportato nell’esposto, le presunte violenze non si sarebbero limitate a un singolo luogo, ma avrebbero seguito gli spostamenti internazionali della popstar per oltre un decennio. I fratelli sostengono di essere stati isolati dalle figure adulte di riferimento e manipolati attraverso l’uso di alcol, sostanze stupefacenti (come lo Xanax) e materiale pornografico.
La risposta dei legali che gestiscono l’eredità di Jackson (Michael Jackson Estate) è stata perentoria. L’avvocato Marty Singer ha respinto ogni accusa, definendo l’azione legale un tentativo estorsivo finalizzato a ottenere somme di denaro esorbitanti. La difesa punta tutto sull’incoerenza dei testimoni: per oltre 25 anni, i Cascio hanno difeso pubblicamente l’innocenza di Jackson. Frank Cascio, un altro membro della famiglia, pubblicò nel 2011 un libro in cui ribadiva l’integrità del cantante, tesi sostenuta anche in storiche interviste televisive.
Secondo Singer, il cambio di rotta dei fratelli coinciderebbe esclusivamente con il rinnovato successo finanziario del marchio Jackson. La denuncia attuale segue di un solo mese un precedente accordo finanziario tra le parti, che i Cascio definiscono ora come un “patto illegale” volto a comprare il loro silenzio.
Questa nuova causa legale riaccende il dibattito pubblico su una figura che rimane profondamente polarizzante. Mentre i sostenitori continuano a celebrarne il genio musicale senza tempo, queste testimonianze aggiungono un tassello inquietante a una serie di accuse che, negli anni, hanno continuato a emergere nonostante le assoluzioni processuali ottenute dal cantante in vita. Il prossimo passaggio cruciale è fissato per l’udienza di giovedì 5 marzo, dove verranno valutate le ammissibilità delle prove presentate



