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Home » Attualità » Cosa sono i kirakira name e perché in Giappone non sono ammessi

Cosa sono i kirakira name e perché in Giappone non sono ammessi

Perché alcuni nomi giapponesi vengono rifiutati? Il caso dei kirakira name spiegato in chiave culturale e linguistica.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti30 Maggio 2025
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Un ragazzino giapponese
Un ragazzino giapponese (fonte: Unsplash)

Negli ultimi anni, il Giappone ha visto nascere una tendenza curiosa e controversa: i kirakira name. Il termine giapponese significa “luccicante” o “brillante”, e si riferisce a nomi dati a bambini dal significato e la sonorità particolarmente eccentrica e creativa. Oltre a questo, poi, sono spesso difficili da leggere o interpretare e si discostano dalle convenzioni tradizionali traendo ispirazione dalla cultura pop, dalla lingua inglese o persino dai manga e gli anime.

Ma è proprio la loro evidente originalità, che sta suscitando preoccupazione sociale e dibattito giuridico. In alcuni casi, infatti, le autorità locali hanno addirittura rifiutato la registrazione di nomi considerati inappropriati o ambigui, dando vita a una questione che tocca identità, linguaggio e norme culturali.

I kirakira name, dunque, rappresentano una rottura con la tradizione giapponese, che storicamente ha favorito nomi semplici, con significati chiari e spesso legati a valori come la natura, la saggezza o la forza. Al contrario, i nomi “luccicanti” puntano a colpire per originalità, utilizzando combinazioni di ideogrammi insoliti o giochi di parole che richiedono una lettura non immediata. Tra i casi più discussi ci sono casi estremi di bambini chiamati Pikachu, Prince, o Tenshi (angelo). Nomi che spesso non corrispondono alla lettura comune dei kanji usati e che, a causa di questo, sono causare confusione a scuola o nel mondo del lavoro.

Gli ideogrammi kirakira non voluti dalla cultura giapponese
Gli ideogrammi kirakira non voluti dalla cultura giapponese – Fonte: Grape Japan

 

Perché, però, tutto questo dibattito che va a limitare l libertà dei futuri genitori? Tutto dipende dal fatto che, in Giappone, i nomi dei neonati devono essere registrati presso il municipio e rispettare determinati criteri linguistici e culturali. In particolare, è richiesto che i kanji utilizzati siano tra quelli ufficialmente approvati dal governo, e che la lettura sia comprensibile. Se un nome è considerato fuorviante, ingannevole o potenzialmente dannoso per il bambino, dunque, può essere respinto dalle autorità locali.

Il problema, dunque, è che i kirakira name, per quanto tecnicamente corretti dal punto di vista ortografico, spesso sfidano le regole implicite della società giapponese, che dà molta importanza alla coerenza e all’armonia sociale. E da questo punto di vista, dare al proprio figlio un nome troppo eccentrico, può essere visto come un atto egoistico da parte dei genitori, che rischiano di compromettere l’integrazione sociale del bambino.

Il fenomeno dei kirakira name, però, riflette anche un cambiamento generazionale. I giovani genitori, più esposti a culture globali e a modelli di consumo internazionali, infatti, desiderano distinguersi rompendo con la tradizione. Tuttavia, questa ricerca di individualità si scontra con la cultura tradizionale, fortemente orientata al conformismo e alla collettività.

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