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Home » Attualità » Cos’è il Potere di Grazia? Ecco quando il Presidente può cancellare una condanna

Cos’è il Potere di Grazia? Ecco quando il Presidente può cancellare una condanna

La grazia rappresenta un elemento fondamentale del sistema giuridico italiano, garantendo che la giustizia possa essere temperata dalla clemenza in casi eccezionali.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino25 Settembre 2025
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (fonte: La Repubblica)
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La grazia è uno strumento di clemenza individuale che permette al Presidente della Repubblica di ridurre, eliminare o sostituire la pena di un singolo condannato. A differenza di amnistia e indulto, che si applicano a categorie di reati o condannati, la grazia riguarda una sola persona che si trova in situazioni eccezionali dal punto di vista equitativo o giudiziario. In Italia, solo il Presidente della Repubblica può concedere la grazia, come stabilito dall’articolo 87 della Costituzione. Tuttavia, questo decreto deve essere controfirmato dal Ministro della Giustizia. È importante sapere che la grazia può essere concessa anche senza che il condannato la richieda.

Il processo per ottenere la grazia è regolamentato dall’articolo 681 del codice di procedura penale. Prima di tutto, la sentenza di condanna deve essere definitiva. Poi, la domanda può essere presentata dal condannato stesso, da un familiare stretto, dal convivente, dal tutore o da un avvocato.

Se il condannato è in carcere, la domanda viene presentata al magistrato di sorveglianza, che raccoglie tutte le informazioni necessarie e poi trasmette la pratica al Ministro della Giustizia con il proprio parere. Se invece la persona non è detenuta, la domanda va al procuratore generale competente.

giudice con toga
giudice con toga (fonte: FreePik)

La grazia può assumere diverse forme. Può eliminare completamente la pena principale (come la reclusione), ridurla parzialmente, sostituirla con una pena meno grave, o riguardare anche le pene accessorie come l’interdizione dai pubblici uffici. In alcuni casi, può anche trasformare una condanna all’ergastolo in una pena temporanea.

Spesso la grazia viene concessa con delle condizioni che il beneficiario deve rispettare. Le condizioni più comuni includono la revoca automatica se la persona commette un nuovo reato doloso entro cinque anni (dieci per chi aveva l’ergastolo), il pagamento di una somma alla Cassa delle ammende, il risarcimento alla vittima del reato, o il divieto di soggiornare in certi luoghi per un determinato periodo.

Se queste condizioni non vengono rispettate, la grazia viene revocata e la pena originale viene ripristinata.

La grazia rappresenta un importante strumento di bilanciamento nel sistema giudiziario italiano. Permette di correggere eventuali rigidità della legge in casi particolari, tenendo conto di circostanze umane e sociali che potrebbero non essere state considerate durante il processo.

Recentemente, il Presidente Mattarella ha concesso la grazia a quattro persone, compreso Gabriele Finotello che aveva ucciso il padre violento.

Nel 2005 si è verificato un importante conflitto istituzionale riguardo alla grazia di Ovidio Bompressi. Il Presidente Ciampi voleva concederla, ma il Ministro Castelli si rifiutava di controfirmare il decreto. La Corte Costituzionale ha risolto la questione stabilendo che il Presidente ha il potere esclusivo di concedere la grazia, mentre il Ministro può solo esprimere le sue ragioni contrarie ma non può bloccare il procedimento.

 

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