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Home » Attualità » Crans-Montana, le vittime italiane tornano a casa oggi: storie spezzate di sei adolescenti

Crans-Montana, le vittime italiane tornano a casa oggi: storie spezzate di sei adolescenti

Sei giovani italiani tra i 15 e i 16 anni sono morti nell'incendio di Crans-Montana a Capodanno. Ecco chi erano e quando rientreranno in Italia le loro salme.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene5 Gennaio 2026
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Le giovanissime vittime italiane dell'incendio al Le Constellation
Le giovanissime vittime italiane dell'incendio al Le Constellation (fonte: YouTube RaiNews)

L’incendio con esplosione divampato nella notte di Capodanno al locale Le Constellation di Crans-Montana ha strappato alla vita sei giovani italiani, tutti tra i 15 e i 16 anni. Le vittime sono state identificate grazie all’analisi del DNA: si tratta di Giovanni Tamburi, 16 anni di Bologna, Achille Barosi, 16 anni di Milano, Emanuele Galeppini, quasi 17 anni di Genova, Chiara Costanzo, 16 anni di Milano, Sofia Prosperi, 15 anni italosvizzera residente nel Canton Ticino, e Riccardo Minghetti, 16 anni di Roma.

L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha confermato che il bilancio è definitivo e ha definito quanto accaduto non una disgrazia ma una tragedia evitabile: “Sarebbero bastati un po’ di prevenzione e un minimo di buon senso”. Una dichiarazione che contrasta con le parole del presidente della Confederazione elvetica Guy Parmelin, che ha parlato di un evento che segna “un prima e un dopo” per la Svizzera, ammettendo che “il rischio zero non esiste”.

Il rientro in Italia delle salme è programmato per oggi. Un aereo C-130 dell’Aeronautica Militare partirà dall’aeroporto militare di Sion alle 11, dopo un omaggio reso da un picchetto d’onore svizzero, ed atterrerà a Milano Linate alle 11.50. Ad attendere i feretri ci saranno i familiari e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, insieme ad altre autorità. Da Linate, le salme di Achille Barosi e Chiara Costanzo saranno trasferite a Milano, quella di Giovanni Tamburi a Bologna e quella di Emanuele Galeppini a Genova. Nel pomeriggio, lo stesso volo di Stato proseguirà per Roma Ciampino con il feretro di Riccardo Minghetti.

Sofia Prosperi rimarrà invece in Svizzera: per la quindicenne nata a Roma ma residente nel borgo di Castel San Pietro, nel Canton Ticino, l’ultimo saluto è stato fissato per mercoledì pomeriggio alle 14.30 nella cattedrale di San Lorenzo a Lugano. Sofia aveva origini romane ma la sua famiglia si era trasferita in Svizzera per lavoro. Frequentava l’International School di Fino Mornasco, in provincia di Como, e quella sera era al Constellation con tre coetanei della sua scuola: due sono usciti illesi, uno è ricoverato al Centro grandi ustionati del Niguarda.

La disperata ricerca dei ragazzi nelle ore successive alla tragedia ha tenuto con il fiato sospeso decine di famiglie. Nel caso di Giovanni Tamburi, un amico aveva raccontato di averlo perso di vista durante la fuga dal locale. La madre Carla Masiello aveva lanciato appelli strazianti: “Stiamo chiamando tutti gli ospedali, ma nessuno sa niente. Aveva al collo una catenina d’oro con l’immagine di una madonnina”. Il cellulare del ragazzo era scarico e ogni speranza si è spenta con l’identificazione tramite DNA.

Achille Barosi era stato visto per l’ultima volta intorno all’1.30. Come spiegato dal cugino Giovanni, il sedicenne milanese era rientrato nel locale per prendere giacca e telefono, proprio mentre le fiamme stavano già divampando. “Vuol dire che ha visto il fuoco e ha pensato di poter fare in tempo”, ha detto Giovanni, aggiungendo che Achille era generoso e potrebbe essere rientrato per aiutare qualcuno. Il ragazzo era figlio unico e aveva una passione per l’architettura: disegnava benissimo e collezionava Lego.

Un ragazzo depone un mazzo di fiori sul luogo della tragedia
Un ragazzo depone un mazzo di fiori sul luogo della tragedia (fonte: YouTube RaiNews)

Emanuele Galeppini, originario di Rapallo ma residente a Dubai, era un golfista assai promettente e un accanito tifoso del Genoa. I genitori lo hanno cercato in diversi ospedali con la speranza di trovarlo vivo: “Aiutatemi a trovare Emanuele”, era stato l’appello disperato del padre. Poi è arrivato il cordoglio della Federazione Italiana Golf (“Piangiamo il nostro campione”), e infine l’ufficialità della sua morte.

Chiara Costanzo era un’ottima studentessa con una padronanza perfetta delle lingue, oltre che ginnasta e sciatrice. Dopo l’incendio, il padre era corso a cercarla al locale: “Sono entrato e ho visto molto fumo. Cercavo gli occhi di mia figlia tra la folla, non li ho visti”. Prima ancora dell’identificazione ufficiale, la speranza era già svanita quando le autorità hanno comunicato che gli ospedalizzati non identificati erano tre, tutti di sesso maschile. “Mia figlia era perfetta, il sogno di ogni genitore. Aveva il mondo nelle sue mani”, ha detto il padre. Una compagna del liceo scientifico Moreschi ha scritto sui social: “Era il nostro angioletto, vogliamo ricordarla intitolandole un’aula”.

Riccardo Minghetti, romano dell’Eur, era a Crans-Montana con la famiglia per le vacanze invernali. La famiglia ha una casa in Svizzera e il ragazzo era al locale con alcuni amici, che si sono salvati seppur con delle ustioni. “L’ho visto crescere, un ragazzo gentile, educato. Un’intelligenza fuori dal comune”, lo ha ricordato una vicina di casa in lacrime. Una compagna di classe del liceo scientifico Cannizzaro dell’Eur ha organizzato una veglia di preghiera in una chiesa del Torrino: “Riccardo vive in ognuno di noi”. I funerali si terranno il 7 gennaio nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo a Roma.

Sul fronte delle indagini, la procuratrice generale del Canton Vallese Beatrice Pilloud ha annunciato che ci vorrà tempo: “Chiaramente qualcosa non ha funzionato. Non si possono avere così tanti morti e feriti e dire che tutto è andato liscio”. L’inchiesta dovrà determinare con precisione cosa sia successo, dove si siano verificati i punti critici e quali siano le eventuali responsabilità. “Ci vorrà un’enorme quantità di tempo. Siamo nella vita reale, non in una serie TV di 45 minuti”, ha dichiarato Pilloud.

Tra i feriti italiani, la situazione rimane critica per molti. All’Ospedale Niguarda di Milano sono ricoverati undici pazienti provenienti da Crans-Montana, quasi tutti quindicenni e sedicenni. Sette sono considerati in condizioni particolarmente serie e necessitano di cure intensive; alcuni sono stati identificati con il DNA proprio per la gravità delle ustioni riportate. In Svizzera rimangono ancora due italiani, alcuni dei quali in sedazione. Le equipe mediche che si occupano dei pazienti lavorano a regime per garantire piena assistenza, affiancate da un team di psicologi che assiste le famiglie in questo momento drammatico.

Al bilancio delle vittime italiane si sono aggiunte anche le sorelle svizzere Alicia e Diana Gunst, che avevano la doppia nazionalità in quanto il nonno era italiano. Il rogo del Le Constellation ha provocato in totale quaranta morti, tutti identificati: una tragedia che ha colpito giovani vite appena sbocciate, lasciando un vuoto incolmabile nelle famiglie e nelle comunità di provenienza.

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