La notte di Capodanno a Crans-Montana, rinomata località sciistica svizzera, si è trasformata in un incubo. Un devastante incendio ha divorato il bar Le Constellation, lasciando dietro di sé un bilancio drammatico: 47 vittime e 115 feriti, molti dei quali in condizioni critiche. Tra le persone coinvolte ci sono numerosi italiani: sei risultano ancora dispersi e tredici sono stati ricoverati in vari centri specializzati per grandi ustionati. I nomi che le famiglie cercano disperatamente sono quelli di Giovanni Tamburi, Chiara Costanzo, Emanuele Galeppini, Achille Barosi, Riccardo Minghetti e Giuliano Biasini. Tutti giovanissimi, avevano scelto quella meta per festeggiare l’arrivo del 2026 e ora le loro famiglie vivono ore di angoscia, aggrappandosi alla speranza che possano trovarsi tra i feriti non ancora identificati negli ospedali.
Carla Massiello, madre di Giovanni Tamburi, sedicenne bolognese, ha lanciato un appello accorato chiedendo aiuto per ritrovare suo figlio. La donna ha spiegato di aver parlato con un amico del ragazzo, che le ha raccontato di essere fuggito insieme a Giovanni ma di averlo poi perso di vista durante la confusione. Il giovane aveva il cellulare scarico, e sua madre ha fornito un dettaglio che spera possa aiutare nell’identificazione: Giovanni indossa una catenina d’oro con l’immagine della Madonna.
Al Centro congressi Regent di Crans-Montana, trasformato in punto di accoglienza per i familiari, Andrea Costanzo, padre della sedicenne milanese Chiara, ha manifestato rabbia e frustrazione. Il padre ha lamentato la mancanza di informazioni da parte delle autorità, pur continuando a sperare che la figlia possa essere tra i feriti non ancora identificati. Chiara era al locale insieme ai suoi amici quando è scoppiato l’incendio.
Anche Emanuele Galeppini, diciassettenne nato a Genova ma residente a Dubai con la famiglia, è tra i dispersi. Suo padre si è recato personalmente sul luogo della tragedia e ha lanciato appelli attraverso i media, convinto che il figlio fosse all’interno del bar quando sono divampate le fiamme. L’ultimo contatto con la famiglia risale alla mezzanotte, per gli auguri di Capodanno.
Gli altri tre nomi nell’elenco dei dispersi italiani sono Achille Barosi e Riccardo Minghetti, entrambi di sedici anni, e Giuliano Biasini, di cui non si conosce l’età. Durante la giornata il bilancio è stato rivisto più volte, man mano che alcuni parenti contattavano la Farnesina per comunicare di aver ritrovato qualcuno che inizialmente mancava all’appello.

Tra i ragazzi che sono riusciti a scampare all’inferno c’è Manfredi Marcucci, sedicenne di Roma studente del liceo francese Chateaubriand. Suo padre Umberto ha raccontato di essere corso immediatamente sul posto quando è stato avvisato da alcuni amici che frequentano Crans-Montana. L’uomo ha trovato il figlio che vagava per strada con ustioni su schiena, nuca e un braccio. Insieme a Manfredi c’erano un ragazzo francese e una ragazza italiana in condizioni ancora più gravi. Marcucci li ha caricati tutti e tre in auto e li ha portati all’ospedale di Sion, da dove Manfredi è stato poi trasferito all’ospedale Niguarda di Milano. Lì si trovano anche i genitori di Riccardo Minghetti, l’amico milanese di Manfredi che risulta disperso.
Anche Chian Kaiser Talingdan, altro sedicenne milanese del liceo Virgilio, è finito nella tragedia. Suo zio ha spiegato che il ragazzo non era mai stato prima a Crans-Montana ed era arrivato per Capodanno su invito di compagni di scuola che hanno una casa in zona. Chian si trova ora ricoverato in terapia intensiva con ustioni gravi e diffuse, insieme alla sua compagna di scuola Francesca Nota, che era accanto a lui quando è scoppiato l’incendio.
I parenti di Chian hanno parlato con un soccorritore svizzero che si è preso cura del ragazzo e non lo ha mai lasciato solo tra il caos dei soccorsi. Il soccorritore ha raccontato che Chian era molto spaventato, intossicato e ustionato al volto e alla bocca, e che a un certo punto si è addormentato con la maschera d’ossigeno mentre arrivava l’ambulanza. Inizialmente si pensava fosse stato trasferito a Sion, ma fino a ieri sera non era chiaro in quale centro ustioni si trovasse effettivamente, con l’ipotesi che potesse essere stato portato in Francia.
I genitori di Francesca hanno casa vicino al luogo della tragedia. Hanno sentito l’esplosione, sono corsi a cercare la figlia, l’hanno trovata cosciente e l’hanno portata nell’ospedale più vicino, da dove è stata poi trasferita a Zurigo.
A Crans-Montana durante il periodo delle feste si trovano migliaia di italiani. Nella mattinata di ieri moltissimi hanno chiamato la Farnesina per chiedere informazioni su qualcuno che, complice il Capodanno, semplicemente non rispondeva ai messaggi perché dormiva. Per tutto il giorno il numero dei dispersi e dei feriti è stato in continuo aggiornamento, con persone che finalmente rispondevano alle chiamate o che erano finite in ospedale senza documenti o possibilità di identificazione.
Alla fine della giornata i numeri ufficiali parlano di sei dispersi e tredici feriti italiani. Tuttavia, ci sarebbero anche diversi ricoverati che non hanno ancora un nome perché sono arrivati negli ospedali senza documenti né accompagnatori che li conoscessero. Esiste quindi la possibilità che qualcuno dei sei connazionali dati per dispersi sia in realtà tra i feriti attualmente senza identità, proprio come sperano i familiari.
Con il passare delle ore emergono altre storie drammatiche. Alessandra Galli De Min, cinquantacinque anni, dottoressa eletta nel 2023 presidente dell’Associazione bellunese di Ginevra, inizialmente era tra le persone disperse ma un comunicato dell’Associazione bellunesi nel mondo ha fatto sapere che è ricoverata, gravemente ustionata, all’ospedale di Zurigo. Aveva accompagnato i suoi tre figli alla festa nel bar andato a fuoco. I ragazzi sono tutti salvi, mentre lei è stata raggiunta dalle fiamme mentre cercava di metterli in salvo. Il padre dei ragazzi si trovava in Egitto e avrebbe dovuto raggiungere la famiglia nei giorni seguenti.
