Una giornata che doveva essere indimenticabile si è trasformata in tragedia. Cristina Colturi, 28 anni originaria di Castelnuovo Bozzente in provincia di Como, è morta domenica 8 marzo all’Hospital Universitario Nuestra Señora de la Candelaria di Tenerife, due giorni dopo un drammatico incidente in parapendio sulla spiaggia di La Enramada, nel comune di Adeje.
Il volo in parapendio era un regalo di Natale del compagno della giovane. Cristina aveva già provato questa attività in Italia e desiderava ripetere l’esperienza nelle Canarie, dove si era trasferita circa un anno fa. Venerdì 6 marzo, nel tardo pomeriggio intorno alle 17:20, il parapendio biposto sul quale volava insieme a un istruttore si è schiantato in una zona rocciosa vicino alla spiaggia.
Secondo quanto riportato dalle ricostruzioni, il compagno di Cristina aveva effettuato un lancio prima di lei, atterrando senza problemi. L’uomo attendeva l’arrivo della fidanzata per fotografarla, ma si è allarmato quando non l’ha vista rientrare. L’istruttore che accompagnava la 28enne è rimasto ferito nell’impatto ma non risulta in pericolo di vita ed è stato trasferito all’Hospital del Sur di Tenerife.
Al momento dello schianto, Cristina era in arresto cardiaco. I primi soccorritori, tra cui un bagnino del servizio di salvataggio presente sulla spiaggia, hanno immediatamente iniziato le manovre di rianimazione riuscendo a ripristinare il battito cardiaco. La giovane è stata quindi trasferita d’urgenza in condizioni critiche all’Hospital Universitario, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico. Nonostante gli sforzi dei medici e due giorni di ricovero in terapia intensiva, le lesioni riportate nello schianto si sono rivelate fatali.
Cristina viveva da un anno a Tenerife e lavorava come armocromista in alcune strutture alberghiere dell’isola. Prima di trasferirsi alle Canarie, la giovane aveva vissuto in diverse città europee, dimostrando uno spirito avventuroso e una voglia di scoprire il mondo. Aveva scelto Tenerife come sua nuova casa e, secondo la volontà espressa in vita, sarà sepolta proprio sull’isola.
Dall’Italia sono arrivati immediatamente i familiari per assistere Cristina negli ultimi momenti. Il fratello della vittima, intervistato dal quotidiano La Provincia di Como, ha confermato che il volo era stato un dono natalizio del compagno e che la sorella era entusiasta di ripetere quell’esperienza che tanto l’aveva emozionata in passato.
Visualizza questo post su Instagram
In un gesto di estrema generosità, i familiari hanno autorizzato l’espianto degli organi, rispettando una volontà che Cristina aveva espresso più volte in vita. L’operazione è avvenuta all’alba di oggi presso l’Hospital Universitario. Il centro di coordinamento dei Trapianti ha confermato che due degli organi espiantati sono stati contemporaneamente impiantati in due pazienti in lista di attesa, nello stesso ospedale, offrendo una speranza di vita a chi ne aveva bisogno.
La salma di Cristina Colturi è stata trasferita presso l’Istituto Anatomico Forense per essere sottoposta ad autopsia, come previsto dalla procedura giudiziaria per l’inchiesta aperta dalle autorità spagnole per accertare le cause esatte dello schianto. Le indagini sono attualmente in corso per ricostruire la dinamica dell’incidente.
Secondo quanto riportato dal quotidiano locale El Día, quello che ha coinvolto Cristina sarebbe l’undicesimo incidente grave legato al parapendio verificatosi sull’isola di Tenerife da febbraio 2025. Di questi episodi, sei sarebbero stati localizzati proprio nel comune di Adeje, sollevando interrogativi sulla sicurezza delle attività di volo in parapendio in quella specifica zona dell’isola.



