Era in circolazione da appena qualche settimana, presentato come il futuro del trasporto pubblico milanese. Eppure il Tramlink, il tram bidirezionale di ultima generazione introdotto da ATM sulla linea 9, è deragliato nel pomeriggio di oggi in viale Vittorio Veneto, nel cuore di Milano, nei pressi di Porta Venezia. Il bilancio, ancora provvisorio, parla di almeno un morto e decine di feriti, alcuni dei quali erano semplici passanti sul marciapiede.
Poco prima delle 16.15, il convoglio stava percorrendo la tratta da piazza della Repubblica verso piazza Oberdan, direzione Porta Genova. All’altezza della curva tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto, il tram si è sganciato dai binari e, senza più controllo, ha concluso la sua corsa contro la vetrina di un negozio, travolgendo le persone presenti sul marciapiede. Vigili del fuoco e personale sanitario sono intervenuti in pochi minuti per soccorrere i feriti e verificare che non vi fossero passeggeri rimasti intrappolati all’interno delle carrozze. Le autorità hanno già anticipato l’apertura di un fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose.
La zona è tra le più frequentate di Milano: residenti, turisti, studenti e pendolari la attraversano ogni giorno, rendendo l’incidente ancora più grave nella sua portata.
Ma cosa significa, concretamente, “bidirezionale”? A differenza dei tram tradizionali, che necessitano di un anello di inversione per tornare indietro, come si fa con certi autobus ai capolinea, il Tramlink dispone di due cabine di guida, una per ciascuna estremità del convoglio. Questo consente al conducente di camminare semplicemente da un capo all’altro e ripartire nella direzione opposta, senza manovre aggiuntive. Un vantaggio enorme in termini di flessibilità operativa, soprattutto in caso di guasti, deviazioni o emergenze lungo il percorso.
Il mezzo è lungo 25 metri, suddiviso in tre carrozze comunicanti, con 66 posti a sedere. A bordo sono installate dieci telecamere interne collegate alla centrale Security di ATM, sistemi di infomobilità in tempo reale, monitor che indicano fermate e percorsi, e persino prese USB per la ricarica degli smartphone. Sul piano tecnologico, insomma, è difficile chiedere di più a un tram urbano.
Il paradosso è evidente: un veicolo pensato anche per gestire meglio le situazioni critiche, grazie proprio alla sua doppia cabina e alla maggiore flessibilità di manovra, è ora al centro di una tragedia. Le indagini dovranno chiarire se il deragliamento sia riconducibile a un difetto meccanico del convoglio, a un problema dei binari, a un errore umano, o a una combinazione di questi fattori.



