Un episodio che scuote le coscienze arriva da Vicenza, dove la rigidità burocratica sembra aver prevalso sul buon senso e sull’umanità. Protagonista della vicenda è un ragazzo di quindici anni con disabilità che, all’uscita da scuola, è salito sull’autobus della linea Svt. Accortosi di non avere con sé l’abbonamento, il giovane ha scelto la strada della correttezza: si è avvicinato al conducente per segnalare spontaneamente la dimenticanza. La risposta dell’operatore, tuttavia, è stata inflessibile: il minore è stato costretto a scendere dal mezzo proprio mentre iniziava a piovere.
Il paradosso della vicenda risiede nelle stesse norme dell’azienda di trasporto berica. Il regolamento di Svt prevede infatti che, in caso di mancata esibizione dell’abbonamento, il passeggero riceva una sanzione, la quale può essere annullata se il titolo viene presentato entro quindici giorni. Non è prevista, dunque, l’espulsione dal mezzo, a maggior ragione se si tratta di un utente fragile. Fortunatamente, il ragazzo è riuscito a contattare la madre con il cellulare e a farsi recuperare dai nonni, evitando di rimanere isolato sotto il temporale.

Il caso ha sollevato un’ondata di indignazione che ha raggiunto i vertici della Regione. L’ex governatore Luca Zaia ha commentato duramente l’accaduto, sottolineando come il trasporto pubblico debba essere prima di tutto un servizio basato sul rispetto e sulla protezione dei più deboli. Secondo Zaia, un ragazzo che segnala con onestà un problema non può essere trattato come un “furbetto del biglietto”.
Il presidente della società Marco Sandonà si è scusato pubblicamente, annunciando l’aperta una procedura di contestazione del comportamento tenuto dal dipendente che, come si legge in una nota, “in nessun modo rispecchia le regole di viaggio descritte anche nella Carta dei Servizi aziendale né la politica di Svt nei confronti dei propri utenti”. La società sottolinea:
“Abbiamo una responsabilità nei confronti dei nostri utenti, a maggior ragione quando si tratta di minorenni, che in nessun caso devono essere lasciati a terra. Su questo siamo da sempre molto chiari con tutto il personale di guida e gli addetti ai controlli. Non solo, la giusta applicazione delle regole deve sempre e comunque tenere conto della persona che abbiamo di fronte, proprio perché trasportiamo persone“.
Parallelamente, l’associazione Assoutenti è scesa in campo per chiedere una riforma nazionale. La proposta è chiara: introdurre un protocollo d’accoglienza uniforme per tutte le aziende di trasporto italiane. L’obiettivo è stabilire un principio non negoziabile: quando un minore o una persona disabile segnala una difficoltà, la priorità assoluta del personale deve essere la sicurezza della persona, garantendo comunque il rientro a casa o il raggiungimento della scuola.
Mentre la società Svt ha avviato le verifiche interne per accertare le responsabilità dell’autista, il dibattito si sposta sulla necessità di una maggiore formazione del personale di bordo. La vicenda di Vicenza segue un caso simile avvenuto a Belluno. In quel caso fu un undicenne a essere lasciato a piedi, in mezzo alla neve, per non aver fatto il biglietto “olimpico”. Almeno, il ragazzino è stato risarcito partecipato alla cerimonia d’apertura dei Giochi di Milano-Cortina 2026.



