A 36 anni dalla scomparsa di Santina Renda, la bambina di sei anni sparita nel nulla dal quartiere Cep di Palermo il 23 marzo 1990, emerge una pista investigativa inaspettata che collega il caso italiano agli Epstein files, lo sterminato archivio di documenti pubblicato dal dipartimento di Giustizia americano sulle attività criminali del finanziere Jeffrey Epstein.
La svolta arriva da un’email anonima ricevuta il 21 novembre 2019 dal conduttore radiofonico statunitense Edward Aragon. Il messaggio, inviato da un indirizzo Protonmail basato su crittografia end-to-end, conteneva un’accusa inquietante: “Sapevi che da qualche parte intorno allo Zorro Ranch sono state seppellite due ragazze straniere per ordine di Jeffrey e Madame G?”. Il mittente si riferiva a una delle proprietà di Jeffrey Epstein nel New Mexico e alla sua compagna Ghislaine Maxwell.
L’email, ricevuta quattro mesi dopo il presunto suicidio di Epstein in carcere nell’agosto 2019, proveniva secondo quanto dichiarato da un ex membro dello staff del ranch. L’anonimo affermava inoltre di possedere video rubati che ritraevano il tentativo di suicidio di una minore, fantasie di stupro e rapporti con minori, chiedendo per la cessione il deposito di un bitcoin. Aragon consegnò immediatamente la comunicazione all’FBI senza dare seguito al tentativo di estorsione.
Luigi Ferrandino, avvocato della famiglia Renda, ha annunciato durante la trasmissione Chi l’ha visto? di aver dato mandato a un esperto di cybersicurezza, il dottor Umberto Mauro, per condurre indagini approfondite su queste email e scandagliare gli Epstein files alla ricerca di eventuali tracce della piccola palermitana.
Il legale ha inoltre sollecitato l’intervento della Farnesina e delle ambasciate italiane a Londra e New York affinché venga fatta pressione sulle autorità statunitensi. La richiesta specifica è che vengano verificate tutte le proprietà di Epstein per accertare se esistano riferimenti o tracce riconducibili a Santina Renda, non necessariamente il ritrovamento del corpo, ma qualsiasi elemento che possa fornire nuove piste investigative.
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Lo Stato americano del New Mexico ha avviato indagini per verificare l’accusa secondo cui Epstein avrebbe ordinato la sepoltura dei corpi di due ragazze straniere presso lo Zorro Ranch, la proprietà dove per almeno due decenni il finanziere avrebbe abusato sessualmente di donne e giovani. Si tratta della stessa ipotesi investigativa sollevata in passato anche per il caso di Maddie McCann, la bambina britannica scomparsa in Portogallo nel 2007.
Nella sua comunicazione formale alle autorità americane, Ferrandino ha specificato: “Chiedo attraverso i canali di cooperazione giudiziaria internazionale con il dipartimento di Giustizia Usa, venga richiesto alle autorità territorialmente competenti che si voglia procedere a verificare se vi sono corpi con caratteristiche compatibili con quelli di Santina Renda, e in caso affermativo che si compiano i necessari riscontri genetici”. La famiglia si è dichiarata disponibile a fornire campioni di DNA per eventuali comparazioni.
Il caso di Santina Renda rappresenta una delle ferite più dolorose tra le scomparse irrisolte di minori in Italia. Insieme a Denise Pipitone, rapita a Mazara del Vallo nel 2004, e Pasqualino Porfidia, scomparso a otto anni da Marcianise nel 1990, il destino della bambina palermitana rimane avvolto nel mistero dopo quasi quattro decenni.
Nel frattempo, la Procura di Palermo ha chiesto l’archiviazione sull’ultima indagine riguardante la scomparsa. L’avvocato Ferrandino ha annunciato che sta preparando un’opposizione formale alla richiesta di archiviazione, determinato a mantenere aperto il caso finché non emergerà la verità su cosa accadde quel giorno del 1990 quando Santina non fece più ritorno a casa.



