Un uomo con barba bianca, capelli arruffati e occhiali scuri che cammina per le strade di Tel Aviv scortato da due guardie del corpo. La somiglianza con Jeffrey Epstein, il finanziere americano condannato per crimini sessuali su minori e morto in carcere nel 2019, è impressionante. L’immagine ha fatto esplodere il web negli ultimi giorni, alimentando la teoria secondo cui il criminale non sarebbe mai deceduto davvero.
La foto mostra un personaggio sicuro di sé, vestito con giacca e maglietta nere, accompagnato da quello che sembrano bodyguard. In pochi giorni ha generato milioni di visualizzazioni e innumerevoli speculazioni sui social network. La narrativa che si è diffusa online sostiene che il corpo trovato nella cella del carcere di New York sarebbe stato sostituito con quello di un’altra persona, permettendo al vero Epstein di scappare verso la capitale israeliana.
Il canale ILTV ha dedicato un’inchiesta approfondita alla questione, smontando pezzo per pezzo la bufala. Il primo indizio? Un errore marchiano nella segnaletica stradale visibile dietro i tre uomini. Il cartello che dovrebbe indicare “Tel Aviv” in ebraico riporta in realtà una scritta senza alcun significato, una sequenza di caratteri che nessun parlante ebraico riconoscerebbe come sensata.
Ma la prova definitiva arriva dall’analisi tecnica dell’immagine. France 24, attraverso un fact-checking dettagliato, ha rintracciato la versione originale della foto su Reddit. Osservando l’immagine completa, prima dei ritagli operati da chi l’ha diffusa, emerge un dettaglio inequivocabile: sulla scarpa dell’uomo di destra appare il logo di Gemini, il sistema di intelligenza artificiale sviluppato da Google. Qualcuno ha semplicemente tagliato via quella porzione dell’immagine per far sembrare la foto autentica.
To everyone who has been posting this photo that Epstein was spotted please check the bottom right of the original photo and you’ll see it was made with AI. Even though this pic is fake, I do believe he’s alive and hidden. pic.twitter.com/CUiyUPSyQf
— KENNY KO (@KENNYKANCELLED) February 5, 2026
Perché proprio Israele? I teorici del complotto si sono aggrappati a due elementi: Epstein era ebreo e aveva rapporti di amicizia con l’ex primo ministro israeliano Ehud Barak. Da qui l’ipotesi che il finanziere fosse un agente del Mossad (i servizi segreti israeliani) e che questi lo avessero aiutato a fuggire.
La trasmissione di ILTV ha smontato anche questa teoria. Analizzando i documenti giudiziari emersi dal caso Epstein (i cosiddetti “Files”), si scopre che tra i contatti del criminale figuravano ex presidenti americani, l’ex principe Andrea e decine di altre personalità di spicco nel mondo della politica, dei media e della finanza. Se si volesse seguire questa logica, si potrebbe ipotizzare che fosse un agente di qualsiasi paese. Non a caso, nei documenti ci sono migliaia di riferimenti alla Russia, che porterebbero a pensare a un collegamento con il KGB.
In più, un’email mostrata durante il servizio televisivo rivela un dettaglio significativo: quando Epstein ricevette un invito a visitare Israele, rispose declinando con una frase secca: “Non mi piace Israele”. Difficile immaginare che un presunto agente del Mossad avesse questo atteggiamento verso il paese che teoricamente lo proteggeva.
Un’altra teoria bizzarra ha preso piede nelle ultime settimane. Alcuni utenti hanno sostenuto che l’account Fortnite di Epstein, con il nickname “littlestjeff1”, fosse rimasto attivo anche dopo la sua morte nell’agosto 2019. L’alias era effettivamente apparso nei documenti giudiziari pubblicati a fine gennaio, collegato a una email per l’acquisto di un film su YouTube.
Il 6 febbraio, Epic Games (la società che gestisce Fortnite) è stata costretta a intervenire ufficialmente per smentire. L’account “littlestjeff1” non apparteneva a Epstein: si trattava semplicemente di un giocatore che aveva cambiato il proprio username dopo che il nome era emerso nei Files, probabilmente per scherzo o per generare confusione.
Anche Tim Sweeney, amministratore delegato di Epic Games, è dovuto intervenire personalmente su X (ex Twitter) per chiarire: “Qualcuno si sta divertendo a rinominare il proprio account su Fortnite, ma si tratta di una modifica recente che non ha nulla a che fare con gli indirizzi email presenti nei nostri archivi”.



