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Home » Attualità » Europa, cambio di rotta sul 2035: i motori a scoppio potrebbero sopravvivere. Ecco perché

Europa, cambio di rotta sul 2035: i motori a scoppio potrebbero sopravvivere. Ecco perché

L'UE ripensa allo stop totale dei motori a scoppio nel 2035. La Commissione valuta di ridurre l'obiettivo di emissioni, lasciando spazio a benzina e diesel.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino16 Dicembre 2025
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simbolo parcheggio per auto elettrica
simbolo parcheggio per auto elettrica (fonte: Unsplash)

L’Unione Europea aveva fissato una regola molto rigida: dal 2035 non sarebbe più stata permessa la vendita di nuove auto con motore a scoppio (benzina o diesel), costringendo di fatto tutti a comprare solo veicoli elettrici. Questa decisione, presa nel 2023 per abbattere totalmente le emissioni di CO2 delle auto, aveva l’obiettivo di fare dell’Europa il leader mondiale nelle norme sul clima. Ora, però, sotto la pressione di diversi Paesi, tra cui l’Italia, l’Europa sta valutando un cambio di rotta parziale.

Secondo alcune indiscrezioni, la Commissione Europea guidata da Ursula von der Leyen potrebbe ridurre l’obiettivo di abbattimento delle emissioni: non più il 100% di riduzione, ma il 90% rispetto ai livelli del 2021. Questo 10% di “sconto” non significa che potremo tornare a guidare come prima, ma apre uno spiraglio alla sopravvivenza di un piccolo numero di auto non totalmente elettriche.

auto elettrica in carica
auto elettrica in carica (fonte: Unsplash)

La spinta a ripensare la regola del 2035 non è solo ambientale, ma soprattutto economica.

La Cina ha investito massicciamente nell’elettrico per anni ed è diventata il più grande mercato automobilistico del mondo. I produttori cinesi stanno entrando con forza anche in Europa, vendendo auto elettriche a prezzi competitivi. La preoccupazione maggiore è che, se l’Europa accelera troppo verso l’elettrico, i marchi europei rischiano di non reggere la competizione, mentre i produttori asiatici continuano a guadagnare quote di mercato sul nostro continente.

In Italia, ad esempio, la transizione è lenta: solo circa il 5% delle auto nuove vendute è completamente elettrico, un dato molto lontano dagli obiettivi necessari per eliminare l’inquinamento entro il 2035.

Anche se la regola venisse cambiata, la maggior parte delle auto vendute nel 2035 dovrà essere comunque elettrica. Per raggiungere un abbattimento del 90% delle emissioni, i veicoli a benzina e diesel puri saranno quasi impossibili da vendere.

La vera novità potrebbe riguardare due tipi di tecnologie:

  1. Range extender: auto elettriche dotate di un piccolo motore a benzina che non serve a muovere le ruote, ma funziona solo come generatore di corrente per ricaricare la batteria quando si scarica.

  2. Biocarburanti: l’Italia sta spingendo molto sull’uso di biocarburanti, che sono un’alternativa considerata più sostenibile rispetto ai carburanti fossili tradizionali.

La revisione del 2035 darebbe una boccata d’ossigeno temporanea ai produttori europei, ma il destino dell’automobile è chiaro: l’elettrificazione è irreversibile. Il dibattito in corso non riguarda se passare all’elettrico, ma solo la velocità e le precise modalità con cui l’Europa affronterà questa storica transizione.

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