Close Menu
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
Home » Attualità » Fermato per omicidio volontario l’agente Carmelo Cinturrino: quella di Abderrahim Mansouri fu un’esecuzione

Fermato per omicidio volontario l’agente Carmelo Cinturrino: quella di Abderrahim Mansouri fu un’esecuzione

Il poliziotto Carmelo Cinturrino è stato fermato il 23 febbraio 2026 per l'omicidio di Abderrahim Mansouri, ucciso disarmato a Rogoredo: ecco tutta la vicenda.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino23 Febbraio 2026Aggiornato:23 Febbraio 2026
Facebook WhatsApp Twitter Telegram
Due auto della Polizia
Due auto della Polizia (fonte: Unsplash)

Carmelo Cinturrino, assistente capo della Polizia di Stato in forza al commissariato Mecenate di Milano, è stato fermato con l’accusa di omicidio volontario. A firmare il provvedimento è stata la Procura di Milano, coordinata dal pm Giovanni Tarzia e dal procuratore Marcello Viola, dopo settimane di indagini condotte dalla Squadra Mobile.

Tutto ha inizio nel pomeriggio del 26 gennaio 2026, nel cosiddetto “boschetto di Rogoredo”, una delle piazze di spaccio più note del capoluogo lombardo. Durante quello che era descritto come un controllo antidroga, Cinturrino, 41 anni e considerato il più esperto del gruppo operativo, ha esploso un unico colpo di pistola che ha raggiunto Abderrahim Mansouri, marocchino di 28 anni, vicino alla tempia. La distanza stimata dagli inquirenti è di circa trenta metri.

La giustificazione fornita immediatamente dal poliziotto era sembrata, almeno in apparenza, solida: «Ha messo la mano in tasca, ha estratto un’arma e me l’ha puntata contro. Ho avuto paura e ho sparato». Accanto al corpo di Mansouri, in effetti, era stata trovata una replica giocattolo di una pistola Beretta 92.

polizia scientifica sul luogo dell'omicidio a Rogoredo
polizia scientifica sul luogo dell’omicidio a Rogoredo (fonte: YouTube)

Col trascorrere dei giorni, però, quella versione ha iniziato a sgretolarsi. Gli accertamenti sulla scena del crimine, uniti alle testimonianze di alcune persone presenti che nessuno degli agenti aveva inizialmente menzionato, hanno disegnato uno scenario radicalmente diverso: Mansouri era disarmato al momento dello sparo. La pistola giocattolo sarebbe stata collocata accanto al suo corpo solo successivamente.

Il meccanismo sarebbe stato questo: subito dopo lo sparo, Cinturrino avrebbe ordinato a un collega più giovane e di grado inferiore di recarsi in commissariato a prendere uno zaino. Le immagini delle telecamere installate all’ingresso degli uffici di via Tertulliano documentano quel viaggio. All’interno dello zaino, secondo la ricostruzione investigativa, si trovava proprio la replica della Beretta che sarebbe poi finita a terra accanto alla vittima.

Uno degli elementi più gravi emersi nel corso delle indagini riguarda i soccorsi. Mansouri era ancora vivo dopo lo sparo, agonizzante a terra. Cinturrino, stando a quanto ricostruito, non avrebbe allertato né il 118 né la centrale operativa della questura nell’immediatezza dei fatti, arrivando a mentire anche ai colleghi, ai quali avrebbe riferito di aver già chiamato. La chiamata ai soccorsi è arrivata solo ventitré minuti dopo lo sparo: un ritardo che, secondo il medico legale Michelangelo Bruno Casali, consulente della difesa di parte civile, potrebbe aver compromesso in modo decisivo le possibilità di sopravvivenza del giovane.

Con Cinturrino, quella sera, c’erano altri quattro poliziotti: tre uomini e una donna, tra cui un ispettore. Nei giorni successivi all’omicidio, questi colleghi avrebbero avvalorato la ricostruzione dell’assistente capo davanti agli inquirenti. Il quadro è cambiato solo giovedì scorso, quando, interrogati questa volta come indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso, hanno cambiato versione e ammesso la realtà dei fatti.

Sullo sfondo si staglia un’accusa ancora più grave, che gli investigatori stanno ora verificando. Secondo i familiari di Mansouri, la vittima conosceva Cinturrino e ne aveva paura da tempo. Il poliziotto, conosciuto nel quartiere Corvetto con il soprannome “Luca”, avrebbe imposto al giovane il pagamento quotidiano di 200 euro e cinque grammi di cocaina in cambio di “protezione”. Quando Mansouri si è rifiutato di continuare, sarebbe iniziata una vera e propria persecuzione.

A queste testimonianze si aggiunge una segnalazione arrivata in Procura su presunte coperture offerte ad altri spacciatori attivi in uno stabile di via Mompiani, dove la compagna di Cinturrino lavora come custode. Alcuni dei colleghi interrogati hanno anche riferito di “arresti fuori dalle regole” e di comportamenti anomali durante i controlli.

Prima di procedere al fermo, gli inquirenti hanno atteso i risultati di accertamenti tecnico-scientifici sull’arma giocattolo, tra cui analisi biologiche volte a verificare se sul manufatto fossero presenti tracce di DNA della vittima — un elemento che avrebbe potuto, in teoria, supportare la versione dell’agente. Stando alle ricostruzioni attualmente disponibili, quell’ipotesi non ha trovato conferma.

In primo piano
Condividi. Facebook WhatsApp Twitter Telegram Email

Potrebbero interessarti anche

Chiara Balistreri

“Torna a casa fra due giorni, ho paura”: Chiara Balistreri su TikTok e il ritorno dell’ex ai domiciliari

13 Aprile 2026
Un aereo della EasyJet, una delle compagnie che parteciperanno ai prossimi scioperi

Milano, volo easyJet per Manchester decolla con 34 passeggeri su 156: gli altri abbandonati in aeroporto

13 Aprile 2026
Louis Prevost

Il fratello del Papa è davvero MAGA? Il caso Louis Prevost tra post e polemiche

13 Aprile 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contatti
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CultWeb.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto Credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.